Primarie Pd, Emiliano invoca epurazione per chi ha salvato Minzolini

Il governatore pugliese Michele Emiliano

Il candidato alla segreteria nazionale del Pd Michele Emiliano si scaglia contro i 19 senatori dem che con il proprio voto hanno di fatto “salvato” Augusto Minzolini dagli effetti della legge Severino e di conseguenza contro chi – all’interno del partito – ha imposto agli stessi una determinata linea di comportamento. Comportamento – a detta di qualche sussurro proveniente dal Nazareno – dovuto per ricambiare la cortesia del voto di Forza Italia che in precedenza ha salvato il ministro Luca Lotti. Cattivi pensieri? Lo sapremo, forse, nel breve periodo. Intanto Emiliano non le manda a dire e affonda il colpo: “Non credo che persone cosi portino nulla di utile, hanno fatto un bel danno e non sarebbe utile ricandidarli”. Lo ha detto Michele Emiliano a Cartabianca su Rai3, rispondendo alla domanda su cosa farebbe con i senatori Pd che hanno votato in favore di Minzolini. “Se io fossi il candidato premier sarei quello con più possibilità di vincere. Ma questo non gli importa, gli importa prendersi le spoglie del partito”. Emiliano ha spiegato nel dettaglio questa sua convinzione: “probabilmente gli elettori di M5s mi voterebbero. A Nord avrò più elettori di quanto si pensi, perchè ora non lo possono dire. Rischiano, perchè se io non vincessi, perderebbero posizioni politiche. Lottano in clandestinità per la mia mozione”.

Matteo Renzi all’attacco di Beppe Grillo. “E’ un sistema fantastico, quello di Grillo”, attacca nella e-news dopo la vicenda di Genova e della candidata Cassimatis (fonte Ansa.it). “Sostanzialmente – prosegue – lui dice: Noi amiamo la democrazia. Amiamo talmente tanto la democrazia che se vince quello che piace a noi bene, se vince quello che a noi non piace si rivota un’altra volta espellendo il candidato sgradito. Noi del Pd, che siamo notoriamente insensibili alla nobiltà della democrazia dell’algoritmo in salsa Casaleggio, gridiamo allo scandalo, ma ci saranno sempre un Di Maio o una Taverna a spiegarci ciò che noi non capiamo”. Renzi ha parlato anche del congresso – “Mentre il Pd – ha detto – ha cominciato il suo congresso (ieri le prime votazioni nei circoli, stiamo andando bene, grazie a tutti!), con un percorso lungo, dibattuto, pieno di polemiche ma sinceramente e autenticamente democratico, gli altri partiti stanno dando il meglio di se stessi. Vorrei ringraziare le donne e gli uomini – sostiene Renzi – che stanno invece discutendo e poi votando al congresso del Pd. Tanta fatica, lo sappiamo. Quante polemiche sulle regole. Quanti scontri in direzione, in assemblea. Ma adesso ci sono seimila circoli fatti da persone in carne e ossa che stanno discutendo e poi votano: Emiliano, Orlando, Renzi. Discutono e poi scelgono. Da Bagnacavallo a San Giorgio a Colonica, da Volpago di Treviso fino a Carpi, da San Martino in Rio che è in provincia di Reggio Emilia fino al circolo Pd di San Paolo del Brasile ieri i primi circoli si sono espressi. Noi – aggiunge l’ex leader Pd – non facciamo i convegni sulla democrazia per poi affidarci al sacro Blog (su cui ogni giorno ne scopriamo una diversa, peraltro). Noi pratichiamo la democrazia. Mi sa che non siamo rimasti in tantissimi a farlo, ma a noi piace così. Uno degli argomenti più discussi durante il congresso del Pd è se sia giusto che il leader del partito sia anche il candidato premier, previsione statutaria del Pd ma anche consuetudine di tutti gli altri Paesi Europei. Bene. Domenica scorsa Martin Schulz è stato eletto leader dei socialdemocratici tedeschi con l’obiettivo di contendere la leadership alla Merkel, che è a sua volta capo della Cdu. Stessa cosa accade nel Regno Unito o in Spagna o in tutte le principali democrazie mondiali. Così, giusto per la precisione”.

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