Salerno, dietrofront Dp sugli emendamenti: flop politico in consiglio comunale

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Scene da prima repubblica questa mattina in consiglio comunale. Sia quelle cui hanno assistito tutti i presenti nel Salone dei Marmi, sia quelle consumatesi sul filo del telefono, nei corridoi e lontani da occhi e orecchie indiscrete. Alla fine, i tanto decantati 5 emendamenti, voluti fortemente da “Democratici e Progressisti” come primo atto politico dopo la costituzione del gruppo consiliare a Palazzo di Città, si sono sciolti come neve al sole. Sono bastati 40 minuti di faccia a faccia serrato, nella stanza personale del sindaco Enzo Napoli, per “mettere a nudo” non solo l’inconsistenza formale dei 5 atti (oggetto del parere negativo ad opera del collegio dei revisori dei conti), ma anche una strategia politica che ha fatto acqua da tutte le parti. Se doveva essere una prova muscolare, quella di Dp di questa mattina è stata un autentico fallimento.

Ad un passo dalla crisi, “Democratici e Progressisti” hanno pensato di salvare la visibilità. Le richieste di manovra correttiva al bilancio di previsione 2017, per un totale di 3.5 milioni di euro, rappresentavano di fatto la prima azione politica reale del neonato gruppo consiliare a Palazzo di Città. Il battesimo del fuoco ha però “scottato” i dippini salernitani, che si sono ritrovati al classico bivio, con due strade davanti. Imboccando la prima – attraverso la rinuncia alla presentazione in aula dei 5 emendamenti – si sarebbe approdati in un luogo sicuro, al riparo da possibili tempeste politiche tutte interne alla maggioranza che sostiene la giunta Napoli. Imboccando invece la seconda – con la presentazione degli emendamenti e di conseguenza il loro rigetto in aula e il successivo voto contrario al bilancio – per Dp si sarebbe prospettato un orizzonte funesto, mettendo in pericolo ovviamente la presenza in giunta. Qualcuno sussurra che sia giunta a Palazzo Guerra anche una telefonata, che abbia convinto gli ex Davvero Verdi a desistere. Fatto sta che alla fine il buon senso (tattico) ha indotto Dp Salerno a fare 5 passi indietro e ad accomodarsi, silente, nello schieramento dei fedelissimi che hanno poi approvato lo strumento contabile.

La cronaca del consiglio comunale di questa mattina. Dopo aver superato la fase iniziale delle raccomandazioni, dove si è registrata quella del consigliere Antonio D’Alessio, il quale ha rimarcato la necessità di arrivare al registro comunale delle associazioni, e quella di Paki Memoli, che invece ha chiesto al sindaco Napoli maggiori controlli nelle operazioni di rilascio dei permessi di sosta per categorie speciali (vista la sua precedente denuncia alla Salerno Mobilità per i permessi in possesso di molti furbetti)e delle interrogazioni, si è passati alla relazione tecnica dell’assessore De Luca sulla manovra previsionale.

Il bilancio di previsione 2017. Lo strumento contabile disciplinerà le annualità 2017/2019 ed è stato elaborato in un contesto di ulteriore restringimento di spazi finanziari rispetto al passato. In ottemperanza a disposizioni normative nazionali e in seguito al riparto del fondo di solidarietà comunale, Palazzo Guerra ha dovuto fare fronte a una riduzione delle risorse disponibili per circa 4,5 milioni. Ciononostante, sono stati previsti tutti gli appostamenti necessari per garantire i servizi per i quali la città ha raggiunto standard invidiabili su scala nazionale, a partire da quelli sociali (assistenza ai disabili, supporto agli anziani), con uno stanziamento pari a circa 36 milioni di euro. Lo stesso assessore De Luca ha voluto inoltre sottolineare come il lavoro di sintesi, che sta dietro allo strumento contabile, sia stato possibile solo grazie alla collaborazione di tutti gli apparati della macchina amministrativa, consentendo agli uffici di settore di lavorare al meglio. Confermato nessun ritocco alla tassazione locale, oltre agli investimenti in sicurezza (1.6 milioni di euro) e per l’ammodernamento della rete fognaria (14 milioni di euro), che vanno a sommarsi ai 18 milioni in arrivo per il piano delle periferie urbane.

Gli altri interventi: la soddisfazione di Leonardo Gallo sul caso dei terreni agricoli edificabili. Nei successivi interventi ad opera dei consiglieri, Leonardo Gallo (Moderati per Salerno) è riuscito a «strappare» una promessa all’assessore al bilancio in riferimento alla possibile riduzione della pressione fiscale esistente oggi sui proprietari di terreni agricoli (trasformati col Puc del 2007 in suoli edificabili), mentre Luca Sorrentino, replicando alle accuse mosse da Roberto Celano sul livello di indebitamento del Comune, ha rimarcato come l’esigutà di spazi di manovra economica per gli enti pubblici sia dovuta ai tagli governativi nei trasferimenti statali. E così si è giunti al voto, che ha fatto registrare 26 favorevoli e 5 contrari (Zitarosa, Celano, Russomando, Cammarota e Dante Santoro). Per ciò che riguarda poi il regolamento per le alienazioni immobiliari, il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota ha presentato un emendamento in virtù del quale, una volta andate deserte le aste immobiliari per tre volte consecutive, si possa procedere a trattativa privata, venendo così incontro all’esigenza del Comune di ottenere liquidità.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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