Denuncia Coldiretti: “Le mani della Camorra sulla ristorazione”

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La camorra in tavola: sarebbero oltre 5mila le attività di ristorazione gestite, più o meno direttamente, dai clan della criminalità organizzata campana. A lanciare l’allarme sulle infiltrazioni dei sodalizi criminali camorristici nel settore della ristorazione e, più in generale, nella filiera dell’agroalimentare è la Coldiretti, intenzionata a richiamare l’attenzione delle forze dell’ordine e dell’opinione pubblica sulla crescente pressione esercitata dalla camorra e dalle altre organizzazioni criminali su questo comparto produttivo. Una presenza, quella della criminalità organizzata, che fa sentire il suo peso non solo nelle regioni del Mezzogiorno, ma anche nell’Italia centro-settentrionale.

Gli affari del clan – Nel corso del 2016, denuncia la Coldiretti citando i dati del Rapporto Agromafie, il giro d’affari della criminalità organizzata nel settore agroalimentare ha raggiunto i 21,8 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente del 30%. Riciclare il denaro proveniente dalle attività illecite in agricoltura, nella filiera di trasformazione ed infine nella ristorazione sembra essere, al momento, una delle strategie preferite da parte dei gruppi criminali. Clan che, in questo modo, riescono facilmente ad espandere il proprio raggio d’azione lontano dalle regioni di origine. “L’agroalimentare –si legge in una nota di Coldiretti- è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone”. In questa strategia di inserimento della criminalità organizzata all’interno del tessuto economico “regolare” un ruolo centrale, come detto, lo gioca il settore della ristorazione. “Le attività ristorative –prosegue la nota di Coldiretti- sono dunque molto spesso tra gli schermi “legali” dietro i quali si cela un’espansione mafiosa sempre più aggressiva e sempre più integrata nell’economia regolare. Grazie ad una collaudata politica della mimetizzazione, le organizzazioni riescono a tutelare i patrimoni finanziari accumulati con le attività illecite muovendosi ormai come articolate holding finanziarie, all’interno delle quali gli esercizi ristorativi rappresentano efficienti coperture, con una facciata di legalità dietro la quale è difficile risalire ai veri proprietari ed all’origine dei capitali”. Una presenza, quella criminalità organizzata, che rischia di mettere in pericolo la tenuta del settore agroalimentare, fondamentale nel sistema economico-produttivo delle regioni meridionali. E’ proprio dal comparto agricolo, infatti, che negli ultimi mesi sono arrivati i segnali più incoraggianti sul fronte della ripresa economica post crisi.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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