Campania: la portualità fa sistema per vincere le nuove sfide dell’internazionalizzazione

Il porto di Salerno

Integrazione, valorizzazione delle specificità e, soprattutto, capacità di “leggere” l’evoluzione degli scenari politico-economici. Questi gli elementi cardine su cui costruire lo sviluppo del sistema portuale campano, tema su cui si sono confrontati questa mattina a Salerno i principali attori istituzionali ed imprenditoriali del settore. L’appuntamento è stato organizzato dal Propeller Club Salerno, in collaborazione con quello di Napoli, ed ospitato presso la Stazione Marittima.

Nuovi scenari – Assodata la necessità di archiviare definitivamente il vecchio dualismo tra i porti di Napoli e Salerno, ormai riuniti all’interno dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale, altre sono le sfide cui vengono oggi chiamati gli operatori del settore. A disegnare il contesto in cui il sistema portuale campano è chiamato oggi a confrontarsi è stato Pietro Spirito, presidente dell’Autorità. “Noi –ha detto Spirito- competiamo con il mondo ed ovviamente dobbiamo guardare a questa dimensione, ad un perimetro molto più largo in cui i porti della Campania devono essere assieme tutti più competitivi. Se pensiamo che i fronti dei porti più competitivi sono più vasti della distanza tra Napoli e Salerno dobbiamo capire che dobbiamo avere quella dimensione, una dimensione più adeguata ad affrontare mercati che sono globali”. Una competizione che è uno strumento fondamentale per offrire nuove possibilità di crescita al sistema produttivo campano. “Oggi –ha detto ancora Spirito- siamo tra le quindici Autorità di Sistema al quarto posto per volumi di traffico. Dobbiamo fare meglio, attrarre più traffici non per sottrarli agli altri, ma per dare un servizio al nostro sistema di imprese della Campania. Oggi la competitività si gioca sulla connessione: se le imprese della Campania, che sono imprese importanti, che esportano molto, hanno una portualità che offre servizi di qualità alla fine crescono i porti e crescono i territori”.

Comparto crocieristico in difficoltà – Nel rilancio del sistema portuale campano è necessario rivolgere un’attenzione particolare al comparto crocieristico: un settore che in questo momento risente notevolmente dell’instabilità che caratterizza la sponda sud del Mediterraneo. Uno scenario geopolitico che richiede interventi tempestivi. “Il Mediterraneo –ha spiegato il presidente dell’Autorità di Sistema- in questo momento è un mondo difficile per le navi da crociera, per questo motivo sta perdendo quote di mercato nel mondo delle crociere. Dobbiamo ripensare insieme alle compagnie di crociera il prodotto Mediterraneo che, purtroppo, per lungo tempo non potrà guardare al fronte Sud. Dovremmo essere capaci, fra i paesi più stabili come Grecia, Francia, Spagna e Italia, di ridisegnare insieme alle compagnie il prodotto crocieristico”.

La sfida delle infrastrutture – Punto cruciale perché gli obiettivi auspicati dagli operatori, e condivisi dalla governance dell’Autorità, possano concretizzarsi è il completamento degli interventi infrastrutturali previsti dal Piano Triennale recentemente approvato. Interventi che presentano approcci diversificati per  porti di Napoli e Salerno. “Napoli –ha detto Spirito- ha bisogno di interventi infrastrutturali molto importanti, perché anche Napoli ha un questione di fondali molto rilevante e più complessa rispetto a Salerno. Napoli poi ha bisogno di una riorganizzazione dello scalo perché il fronte del porto è molto ampio e, paradossalmente, quando si è molto ampi si tende ad utilizzare poco produttivamente i territori che si hanno”. Differente, invece, la situazione a Salerno, dove la sfida principale è costituita, insieme al completamento degli interventi previsti dal Piano Triennale, dalla necessità di reperire nuovi spazi. “Salerno –ha sottolineato Spirito- è un porto limitato dalla geografia, ma con una elevata produttività nell’uso del territorio. Qui c’è bisogno sia dei lavori infrastrutturali in porto, ma soprattutto di spazi retroportuali che siano in grado di dare un respiro ad una geografia portuale che ovviamente non possiamo reinventare. Dobbiamo, quindi, recuperare qualche spazio a terra per dare più servizi ai clienti che li richiedono”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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