Caso gettoni: giallo al Comune di Salerno, il Viminale ha risposto ma nessuno lo sa. O quasi

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Al momento sono indiscrezioni. Solo indiscrezioni di corridoio. Ma il documento esiste, altro che fantascienza giornalistica. La missiva, a firma del vice prefetto Forlenza, indica come data di spedizione al Comune di Salerno il 23 marzo scorso. E considerando che simili atti vengono trasmessi tra enti attraverso procedure standard, è facile ipotizzare che lo stesso documento sia giunto a Palazzo Guerra dopo due o al massimo 3 giorni. Facendo quindi un rapido calcolo, giacerebbe nel cassetto di qualcuno da oltre 10 giorni. Una dimenticanza? Un errore nel protocollare la missiva?

Nessun consigliere di maggioranza formalmente sa nulla. La notizia dell’esistenza del documento, con tanto di file pdf girato da un telefonino all’altro, è circolata nella riunione politica di ieri sera in sala giunta. Da quanto trapela dal Comune, non è stato oggetto di una particolare discussione con il sindaco Napoli, anche lui – dicono i bene informati – apparentemente stupito dell’esistenza del documento a Palazzo di Città. Eppure proprio lui dovrebbe essere informato circa gli atti in arrivo, specialmente quelli che hanno particolare rilevanza politica. E il caso del taglio ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali, attuato dal Comune con una determina dirigenziale del 29 agosto 2016, è uno di quei flop politici che l’amministrazione Napoli continua a scontare ancora oggi. Non solo per il fatto in sè, ma soprattutto per come è stato gestito dallo staff personale del sindaco. Con assoluta superficialità e senza alcun rispetto del ruolo dei consiglieri comunali.

Ecco cosa direbbe il parere del Viminale. Rumors provenienti dal Comune ribadiscono che ad una prima lettura del documento, emergerebbe con assoluta chiarezza la posizione del Ministero dell’Interno circa la determina dirigenziale incriminata, ribadendo che la potestà di incrementare o diminuire gli emolumenti ai consiglieri comunali sia stata sottratta agli enti locali. In parole povere, se questa è la corretta interpretazione del virgolettato del Viminale, quel taglio ai gettoni sarebbe illegittimo e ciò potrebbe scatenare un autentico terremoto politico in seno alla maggioranza che sostiene Enzo Napoli. Ecco il perchè del silenzio calato sulla missiva, il perchè non sia stata debitamente portata a conoscenza dei consiglieri comunali e dei “no comment” di circostanza di molti deluchiani, sempre più in imbarazzo rispetto alla gestione politica di Palazzo Guerra.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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