Primarie Pd, è guerra di slogan: “Democrazia è qui” contro “A casa Renzi”

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E’ di poco fa la pubblicazione sul sito nazionale del partito democratico dei materiali di propaganda per le prossime primarie del 30 aprile. Più Mezzogiorno vi offre in anteprima lo slogan ufficiale scelto dai dem per questa consultazione popolare finalizzata all’elezione del nuovo segretario nazionale. Ma nello stesso momento, sul web, impazza anche un altro slogan, quello coniato dall’esercito anti renziano che al grido di “con 2 euro lo mandiamo a casa” sta provando a mettere il bastone  tra le ruote al rottamatore fiorentino.

Gli anti renziani. Militanti di Mdp, ovvero gli scissionisti di Bersani, D’Alema e Speranza, ma anche di Sinistra Italiana e Sel, così come del Movimento 5 Stelle e perfino della Lega di Matteo Salvini (non di Forza Italia) sono pronti a far finta di essere elettori del Partito Democratico per cercare di “falsare” o comunque di alterare l’esito delle primarie. Votare Emiliano o Orlando (più il Governatore della Puglia in realtà del ministro della Giustizia) per spingere l’ex presidente del Consiglio sotto quota 50% in modo tale che il 30 aprile non venga rieletto segretario del Pd. In quel caso il leader verrebbe scelto in un ballottaggio-secondo turno in Assemblea Nazionale dove non è escluso che i delegati di Orlando e quelli di Emiliano uniscano i loro voti in chiave anti-Renzi. I fedelissimi del leader dem uscente sono fortemente preoccupati per il possibile “inquinamento” delle primarie tanto che stanno tentando in tutti i modi di abbassare la temperatura e l’esposizione mediatica con l’obiettivo di tenere l’affluenza più bassa possibile. Secondo calcoli unanimi, infatti, con una partecipazione ai gazebo superiore ai due milioni andrebbe in porto l’operazione “sabotaggio” e Renzi rischierebbe seriamente.

I fedelissimi dell’ex premier. Dalla sua, Renzi potrà contare sull’estabilshment del partito e sui molti voti che potrebbero giungergli da quella fetta di elettorato moderato che ha trovato in lui una risposta mai fornita dal polo di centrodestra, troppo frammentato nel corso degli ultimi tempi.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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