Dal mondo della cooperazione idee per il rilancio del Sud

Sussidiarietà e capacità di sviluppare nuove sinergie e collaborazioni, in particolare con le istituzioni: queste le linee guida emerse nel corso dell’assemblea dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. Un momento di confronto, quello di oggi a Napoli, che rappresenta uno snodo fondamentale nel processo di aggregazione in atto all’interno del variegato mondo della cooperazione. Una realtà che rappresenta attualmente una delle principali, se non la maggiore, rete di realtà produttive e sociali operanti sul territorio nazionale. Una rete che, tuttavia, deve individuare nuove forme e strumenti per affrontare con successo le sfide attuali. Ad iniziare da un rapporto con il sistema bancario non sempre facile, con gli istituti di credito lontani dalle esigenze specifiche del mondo della cooperazione. Ma anche il confronto con le istituzioni non è sempre facile. “Le cooperative –sottolinea Antonio Borea, presidente di Confcooperative Campania- producono, danno lavoro, sviluppano idee ed opportunità. Ma dovrebbero avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni”. Su questo fronte si registra anche un “incidente diplomatico”: alla presenza del sindaco di Napoli Luigi De Magistris fa da contraltare l’assenza dei rappresentanti della Regione Campania. “E’ un segno di immaturità politica –chiosa Gian Luigi De Gregorioda parte della Regione Campania, che tratta così realtà che fanno tanto sul territorio. Non si può essere ostaggi di una politica che non ascolta”. Dure stoccate all’amministrazione De Luca arrivano anche sulle politiche del welfare e dell’attuazione dei progetti da tempo allo studio, se non già approvati.

Nuove sfide ed opportunità Minore disponibilità di risorse pubbliche da investire sul territorio: questa la realtà che condiziona le politiche di sviluppo, una realtà in cui la cooperazione può incidere sensibilmente. “Il nostro –dice Maurizio Gardini, presidente di Aci- può giocare un ruolo fondamentale: dare protagonismo ai cittadini per essere presenti in settori come il welfare, l’agroalimentare, il credito, il lavoro. In pratica in tutti i settori di attività, con l’obiettivo di dare spazio soprattutto ai giovani, per essere protagonisti di un nuovo sviluppo che va ad utilizzare meglio le risorse comunitarie, che cerca di mettere al centro il lavoro, di dare un futuro a territorio”. In questo contesto fondamentale è il processo di aggregazione e collaborazione in atto nel mondo cooperativo. “La sfida –sottolinea Borea- è quella di realizzare l’Alleanza delle Cooperative. Abbiamo avviato un percorso con Lega Coop e Agc, ora dobbiamo passare da questa prima fase a fase reale di unica associazione datoriale che in Campania rappresenterebbe la realtà più forte. In questo modo potremmo essere non solo un interlocutore, ma un volano di sviluppo per tutto il nostro territorio”. Una sfida, quella della cooperazione, fondamentale per il Mezzogiorno, come sottolinea Gardini: “Il Mezzogiorno ha bisogno di ritrovare nuovo slancio, bisogno di ritrovare nei corpi sociali e nei cittadini uno slancio in un momento in cui si fa fatica, anche per carenza di risorse, a determinare una politica di rilancio per il Sud”. Un rilancio che per il presidente di Aci “non può che arrivare da una più forte sinergia tra pubblico e privato”. “Una risposta alle esigenze del Mezzogiorno –dice Gardini- non può che arrivare attraverso il rilancio del principio di sussidiarietà”.

 

 

 

 

 

 

 

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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