Politiche ’18, rebus capilista per la candidatura di Piero De Luca

Fonte: Repubblica.it

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Gli ingredienti ci sono tutti. Per una buona frittata politica, s’intende. E il Pd – almeno quello salernitano – rischia seriamente di farla la frittata, in vista delle elezioni politiche in programma per il 2018. Al netto del risultato delle primarie del prossimo 30 aprile (con Matteo Renzi in testa a sondaggi e voti nei circoli) e della nuova legge elettorale che dovrà essere approvata entro l’autunno, la candidatura di Piero De Luca potrebbe trasformarsi in un iceberg nella nebbia. Con diversi effetti collaterali, tutti abbastanza dolorosi.

Questione capilista. Il primo nodo da sciogliere è capire con  quale sistema elettorale si tornerà alle urne per decidere il governo del Paese. Come c’era da aspettarsi, in questa fase così delicata tutti i principali esponenti politici del Pd sembrano propensi ad eliminare il meccanismo dei capilista bloccati e decisi dalle segreterie nazionali. Ma è solo – al momento – una pretattica imposta dalla campagna per le primarie in atto, dove nessuno vuol sembrare troppo autoritario in questa direzione. Se la nuova legge elettorale prevederà ancora i capilista bloccati, la candidatura di Piero De Luca sembra essere praticamente blindata contro ogni possibile debacle del partito democratico. Per la serie, che si vinca o che si perda, il primogenito del governatore della Campania sarà in Parlamento. Ma se questa formula fosse eliminata dalla legge che verrà, allora  le cose cambiano. E di molto. A quel punto entreranno maggiormente in gioco le preferenze ed è qui che l’apporto dei deluchiani diventa fondamentale se non indispensabile per consentire a Piero De Luca di varcare la porta di Montecitorio.

Deluchiani senza identità. Se prima, quando il governatore della Campania era “solo” il sindaco di Salerno, tutto veniva pianificato a tavolino ed i risultati quasi sempre rispecchiavano i desiderata di Vincenzo De Luca, oggi le cose sono cambiate. Il “vuoto” politico e gestionale che De Luca ha lasciato a Palazzo Guerra ha fagocitato la compattezza granitica della sua ex maggioranza, che invece appare agli occhi degli addetti ai lavori nient’altro che un’Armata Brancaleone alla ricerca disperata di visibilità e identità. Tra i fedelissimi – poi – ci sono anche quelli che aspirano ad una possibile candidatura alle politiche 2018. Ed ecco quindi nascere il rebus su come si comporteranno quando ci avvicineremo alla scadenza delle elezioni.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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