Salerno, caso determina”taglia-gettoni”: veleni e accuse sui deluchiani

Per fortuna ci sono le notizie e i giornali che le riportano. Altrimenti, molte delle cose che accadono a Palazzo Guerra – così come in ogni palazzo del potere in Italia – non verrebbero mai a galla. Le logiche della politica con la “p” minuscola, infatti, portanno troppo spesso gli stessi protagonisti a delle scelte che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Ma va bene anche così, se tutto rientrasse nella normalità e negli effetti collaterali di un estabilshment classico. A Salerno, in queste ore, si sta andando ben oltre il lecito. E la diffida che nelle prossime ore, se non minuti, dovrebbe essere consegnata nelle mani del sindaco Napoli, rappresenta la goccia che farà traboccare il vaso.

L’anticipazione di Più Mezzogiorno e la reazione scomposta di Palazzo Guerra. L’atto – ossia la diffida che i consiglieri della maggioranza, uniti e compatti, hanno firmato nella giornata di ieri per chiedere la rivistazione o la revoca in toto della determina “taglia gettoni” di agosto scorso, alla luce del secondo parere del Viminale (datato 23 marzo 2017) che di fatto la boccia dal punto di vista della legittimità, esiste. E come se esiste. Tanto che fin da ieri sera tardi, alla pubblicazione della notizia su Più Mezzogiorno, si è scatenata una “caccia all’uomo” senza quartiere. I collaboratori politici del sindaco Napoli hanno iniziato una fitta serie di telefonate infuocate, cercando di stanare il “corvo” che avrebbe fatto trapelare la notizia. Notizia che evidentemente doveva restare sottaciuta, per evitare figuracce politiche al palazzo. A maggior riprova di ciò, anche questa mattina, le attività della “santa inquisizione” locale hanno ripreso vigore, con una serie di input “subliminali” recapitati a tutti e 26 gli esponenti della maggioranza. Frecciate dal sapore crudo e acre, che disegnano addirittura scenari da “malavita” dietro l’azione di chi avrebbe “soffiato”.

Cosa succederà oggi? A questo punto occorre chiedersi cosa davvero stia accadendo a Palazzo Guerra. Già perchè la diffida e i suoi firmatari sono “sub judice”, considerando la reazione scomposta dello staff di Enzo Napoli. Alcuni rumors sottolineano come in questo momento si stia svolgenda riunione a porte chiuse presieduta dallo stesso sindaco, con lo scopo di trovare una exit strategy alla situazione. Magari con un passo indietro sulla determina.  Restate sintonizzati.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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