Mezzogiorno: è ancora allarme disoccupazione

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Disoccupazione, soprattutto giovanile, e crescita della povertà restano le emergenze principali del Mezzogiorno. A dispetto dei segnali incoraggianti registrati nel corso del 2015 e del 2016, puntualmente registrati dal rapporto Svimez dello scorso dicembre, il tessuto economico-sociale delle regioni meridionali è ancora fragile, incapace di superare l’onda lunga della crisi scoppiata nel 2008. A confermarlo i dati contenuti nel rapporto “Noi Italia”, una vera e propria istantanea scattata dall’Istat sulle diverse realtà territoriali.

La piaga disoccupazione – Il divario che separa le regioni del Sud da quelle dell’Italia centro-settentrionale si mostra in tutta la sua evidenza osservando il dato relativo ai senza lavoro: al Mezzogiorno la percentuale sfiora il 20%, a fronte di una media nazionale attestata all’11,7%. Nella fascia di età tra i 20 ed i 64 anni nelle regioni del Nord lavorano sette persone su dieci, al Sud meno di cinque. Ma non è solo la quantità del lavoro disponibile a separare il Mezzogiorno dal resto d’Italia: anche la “qualità” del lavoro disponibile al Sud è peggiore. Da evidenziare come a fronte di una media nazionale del 14% nelle regioni meridionale il lavoro a termine rappresenti il 18,3% del totale. Un dato che al Centro-Nord si ferma al 12,5%. Identico rapporto per quanto riguarda il lavoro sommerso ed irregolare: ancora una volta è il Mezzogiorno a far mostra di questo poco invidiabile primato. Un dato dovuto anche alle specificità del territorio, caratterizzato dalla presenza di imprese di minori dimensioni dove, di solito, maggiore è la presenza di lavoro irregolare. In questo contesto generale a soffrire ancora di più per la scarsità di lavoro sono le donne ed i giovani. L’occupazione femminile si attesta intorno al 50%, mentre tra i giovani d’età compresa tra i 15 ed i 24 anni la disoccupazione nel 2016 è al 37,8%. E sebbene si registri un calo del 2,6% rispetto al 2015, la situazione nel Mezzogiorno resta drammatica: qui la disoccupazione giovanile raggiunge il 51,7%. Maglia nera la Calabria con il 58,7%.

Nuove povertà – In un contesto nazionale caratterizzato dall’aumento della povertà le maggiori criticità si riscontrano, ancora una volta nelle regioni meridionali. In Italia, rileva l’Istat, sono otto milioni i poveri, di questi ben quattro milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta. Nel Mezzogiorno quasi il 20% delle famiglie versa in condizioni di povertà relativa, mentre il 9,1% in condizioni di povertà assoluta (la media nazionale è del 6,1%). Sicilia e Puglia le regioni in cui vive il maggior numero di persone in condizione di grave deprivazione. Identico divario si registra per quanto riguarda il reddito familiare: la provincia di Bolzano, prima in classifica a livello nazionale, fa registrare un reddito medio superiore di 15mila euro a quello delle famiglie siciliane, ultime in questa graduatoria.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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