Basilicata, stop attività per il Centro Oli Eni

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La Regione chiude il Cova (centro oli Val d’Agri). «A fronte di inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali», la Giunta regionale della Basilicata ha «deliberato la sospensione di tutte le attività del Centro Olio Val d’Agri (Cova) dell’Eni» di Viggiano (Potenza) dove ogni giorno vengono lavorate decine di migliaia di barili di petrolio. La decisione arriva alla vigilia di Pasqua dopo un doppio vertice, il primo in prefettura, a Potenza, per illustrare «la criticità della situazione», e il secondo in Regione, con la Giunta regionale, che si riunisce in seduta straordinaria, e decide per la sospensione delle attività del Cova. Il provvedimento è stato immediatamente comunicato dal presidente della Regione, Marcello Pittella (Pd), ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, Gian Luca Galletti e Carlo Calenda. «L’acqua contaminata non si è arrestata bisogna bloccarla ad ogni costo e fare un piano di caratterizzazione. L’Eni deve imparare a rispettare i lucani», aveva detto il governatore lucano dopo l’incontro in prefettura lasciando presagire la volontà di intervenire da parte della Regione.

Alla base della decisione le «inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni regionali» e la «migrazione della contaminazione, causata dallo sversamento dei serbatoi del Cova di Viggiano» rilevata dalla costante vigilanza effettuata nelle ultime ore dall’Arpab, l’agenzia regionale per la protezione ambientale. Durante la riunione, la Regione ha nuovamente diffidato Eni alla «tempestiva ottemperanza delle prescrizioni (contenute nelle misure di emergenza) più volte intimate dal massimo ente locale e volte a fermare l’avanzamento della contaminazione, proseguendo contestualmente con urgenza con le attività di caratterizzazione per una puntuale bonifica dell’area».

Dalla parte dell’Eni, preso atto della deliberazione della Giunta regionale, e in attesa di esaminarne i contenuti, si sottolinea che le operazioni per la messa in sicurezza e le attività di caratterizzazione sono condotte con la massima diligenza e impiego di risorse offrendo continua e fattiva collaborazione a tutti gli organi competenti». Lo stop della Regione è stato decretato «a fronte delle inadempienze e dei ritardi» della compagnia rispetto «alle prescrizioni regionali». Si tratta dello stesso centro chiuso per alcuni mesi nel 2016 perché finito al centro di un’inchiesta giudiziaria. Nelle scorse settimane la Regione aveva reso noto che sette campioni prelevati dall’Arpab fuori dal Centro Oli avevano dimostrato la presenza, «molto cospicua», di manganese e ferro e anche di idrocarburi policiclici aromatici. Da qui la richiesta all’Eni di intervenire sia per quell’inquinamento sia per bloccare tre dei quattro serbatoi all’interno del Centro Oli che non hanno doppio fondo.  Una situazione critica, come emerso nel vertice in Prefettura – presenti oltre a Pittella e al viceprefetto vicario di Potenza Maria Rita Cocciufa, anche l’assessore all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, il direttore di Arpab, Edmondo Iannicelli, il presidente della Provincia Nicola Valluzzi, i sindaci di Viggiano e Grumento Nova, Amedeo Cicala e Antonio Imperatrice – durante il quale è stata annunciata la «migrazione della contaminazione causata dallo sversamento dei serbatoi del Cova».

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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