Fonderie Pisano, sabato una nuova fiaccolata nel cuore di Salerno

Le Fonderie Pisano a Salerno

“Siamo dalla parte dei cittadini, dei lavoratori e dell’ambiente, ma diciamo no alle strumentalizzazioni sul caso delle Fonderie Pisano di Salerno”. A dirlo è il deputato di Articolo Uno-Mdp, Michele Ragosta, in riferimento all’iniziativa promossa dal comitato “Salute e Vita” in programma sabato 22 aprile a Salerno. “Chiediamo agli enti coinvolti a vario titolo nel processo di delocalizzazione e di tutela dei posti di lavoro tempi certi, invitando a tenere lontano le strumentalizzazioni su una vicenda così delicata. La Regione Campania si impegni a riconvocare il tavolo tecnico che aveva promosso l’assessore regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, per riprendere il discorso invitando la proprietà a non tergiversare oltre sul discorso delocalizzazione procedendo speditamente sul progetto di un nuovo impianto più moderno e con il minimo impatto ambientale. Ai movimenti ambientalisti chiediamo di fare fronte comune con le organizzazioni sindacali per tutelare, oltre ai cittadini, anche i lavoratori ”.

La fiaccolata a Salerno e la storia del corteo “Maipiùfonderie”. Sulla pagina facebook dedicata alla manifestazione di sabato prossimo, è stata anche indicata la storia dell iniziative a cura del comitato Salute e Vita di Salerno.
2004 – Primo esposto alla Procura della Repubblica Tribunale di Salerno in merito all’inquinamento atmosferico in località Fratte e frazioni collinari. Parte l’inchiesta della Procura di Salerno, tra le irregolarità riscontrate il deposito all’aria aperta di scorie e polveri provenienti dall’attività di fusione e sversamento abusivo nel fiume Irno. Segue sequestro e processo.
2007 – Si conclude il primo processo con il patteggiamento per i seguenti reati: abbandono di rifiuti speciali pericolosi, scarico di acque industriali nel fiume Irno e senza essere in possesso dell’autorizzazione, superamento dei limiti soglia per piombo, rame e zinco, scarico sul suolo di acque meteoriche miste alle polveri derivanti dall’attività prodotta, realizzazione d’impianti produttori di fumi in atmosfera senza essere in possesso dell’autorizzazione prevista, emissioni di gas e polveri atti a molestare le persone presenti in zona.

2008 – Da un’ispezione ARPAC emerge che mancano sistemi di captazione, convogliamento ed abbattimento dei fumi e si richiede il coinvolgimento dell’ASL competente a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini. Segue nuovo rinvio a giudizio per reati ambientali per Luigi Pisano. Reati contestati: inquinamento delle acque, immissioni nocive nell’atmosfera, per i quali la proprietà patteggerà nel 2009.

2011 – Nel mese di Febbraio l’ARPAC certifica che i livelli di PM10 nella zona di Fratte sono superiori alla norma tutti i giorni dei rilevamenti. E’ disposto un nuovo sequestro della Fonderia da cui prende il via un nuovo processo. Tra i capi d’imputazione tra l’altro, la mancata osservanza di norme per la sicurezza dei lavoratori ed, “anche per via di un vetusto ed inadeguato sistema di captazione dei fumi di produzione” “l’emissione di fumi contenente materiale particellare a base di piombo e cadmio quali metalli pesanti,…composti organici volatili contenenti tra l’altro monossido di carbonio, anidride carbonica, solventi aromatici (di natura cancerogena)”…provenienti dall’impianto dichiarato “assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito”.

2015 – Si conclude con il patteggiamento anche l’ultimo processo.

2016 – Due nuove indagini, una sulla questione ambientale, l’altra su quella sanitaria. In questi mesi emergono le seguenti gravi criticità: mancanza del “Certificato di Prevenzione Incendi (CPI)”, mancato rispetto delle norme in tema di smaltimento di rifiuti, “emissioni in atmosfera di composti organici volatili, monossido di carbonio, idrocarburi aromatici, polveri sottili PM10 in misura superiore al limite previsto”, sversamenti nel fiume Irno, falsi autocontrolli prodotti dalla ditta (segue decreto di diffida e conseguente sospensione delle attività della Fonderia). Come riportato dai verbali redatti dall’ARPAC risulta pertanto che vi siano “situazioni connotate di immediato pericolo e danno per l’ambiente e la salute pubblica”. La Procura accerta inoltre che l’impianto “è privo di valida autorizzazione in quanto quella esistente è illegittima, illecita e inefficace”; “non rispetta i limiti e le prescrizioni imposte dalla pur illegittima autorizzazione”; “è collocato nel centro urbano della città”; “è oramai del tutto incompatibile con l’area in cui si trova”. La Procura il 24 giugno 2016 sequestra preventivamente lo stabilimento fino al 14 dicembre 2016, quando il Tribunale del Riesame si pronuncia a favore della riapertura dello stabilimento, ritenendo che non ci sia più l’immediato pericolo. Le perplessità espresse dai comitati vengono confermate dalla Procura che decide di ricorrere in cassazione per ottenere di nuovo il sequestro della fonderia.

2017 – Prosegue l’indagine riguardante la possibile correlazione tra patologie e decessi nelle aree limitrofe alla Fonderia, come confermato dalle dichiarazioni del Procuratore Generale Lembo. Inoltre emergono altre irregolarità sul fronte edilizio-urbanistico, poiché la tettoia esistente di superficie di circa 800 mq non risulta autorizzata dall’ente preposto. Per finire, a sottolineare ancora una volta come i Pisano agiscono in completo spregio delle regole, risulta mancante la comunicazione dell’inizio attività, obbligatoria per legge, in quanto costituisce titolo abilitativo ai fini dell’esercizio delle attività di fonderia e non è sostituita dall’A.I.A..

ECCO COSA CHIEDE IL COMITATO SALUTE E VITA.

“Provvedimenti concreti e rapidi in relazione ai problemi di emergenza sanitaria (sversamenti ed emissioni incontrollate), sicurezza della popolazione e dei lavoratori (es. sicurezza antincendio, agibilità locali), abusi edilizi, da parte del Sindaco di Salerno e del Consiglio Comunale. Si ricorda infatti come il Sindaco sia responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità. Il Sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta (tutto ciò ad oggi non è stato mai fatto ed è per questo che ricorreremo alla Corte Europea di Strasburgo). Trasparenza sul presunto iter di delocalizzazione, dichiarando quali siano i suoli individuati dalla Proprietà e tempi certi senza più dilazioni e menzogne. Troppi annunci smentiti dalle amministrazioni locali coinvolte ci rendono scettici sulle ultime dichiarazioni rilasciate in Regione Campania che tra l’altro è ancora in una fase interlocutoria senza alcuna certezza. Alle Associazioni di aderire e sottoscrivere il seguente appello per chiedere #MAIPIUFONDERIE nella Valle dell’Irno, per arrivare in tempi rapidi ad accertare tutta la verità sui morti e gli ammalati, per ottenere oggi da subito il diritto di respirare Aria Pulita, per restituire immediatamente a tutta la Comunità il diritto Alla Salute Art. 32 della Costituzione Italiana : “ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

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