Primarie Pd Salerno, i “diversamente deluchiani” pronti a disertare: ecco perchè

Che la campagna per le primarie a Salerno e in provincia sia complessa lo sanno tutti. C’è da arginare il serpeggiante malumore dei simpatizzanti del Pd verso la gestione nazionale del partito e le modalità di scelta del segretario, circostanze queste che rischiano di far calare il dato di affluenza alle urne previsto per domenica 30 aprile. Ma nella città capoluogo – da sempre feudo del governatore Vincenzo De Luca – c’è da fare i conti anche con un’altra “epidemia” politica, quella che ha colpito i cosiddetti “diversamente deluchiani”.

Veleni a Palazzo Guerra, salta anche il consiglio comunale. La prevista riunione dell’assise comunale nel Salone dei Marmi è stata annullata non tanto per questioni tecniche legate ai provvedimenti da portare in consiglio comunale per la loro ratifica (leggi consuntivo 2016) ma piuttosto per la mancata unanimità sul regolamento dei dehors – che ha spaccato in due il fronte deluchiano – ed anche per la polemica ancora accesa tra i consiglieri e lo staff politico del sindaco Napoli circa la questione del taglia gettoni. Tanti dunque i veleni che in questa fase stanno “debilitando” la già fragile tenuta della maggioranza di centrosinistra.

La corsa per le primarie e l’obiettivo dei 5000 voti in città. Uno dei traguardi da raggiungere – per la federazione provinciale di Salerno del Pd – è quello di migliorare il dato di affluenza registrato nel 2013, quando alle primarie si recarono 4138 salernitani. Oggi l’asticella è stata spostata a quota 5000, anche per “irrobustire” il consenso plebiscitario che ci si attende in favore di Matteo Renzi. Ma su questo obiettivo pende la spada di Damocle. Infatti non sono pochi i deluchiani a Palazzo Guerra in rotta di collisione con la gestione della macchina amministrativa. Le parole di Piero De Luca – primogenito dell’ex sindaco, intervenuto all’ultimo summit politico – erano incentrate proprio sulla necessità di ritrovarsi e di fare fronte comune in vista degli appuntamenti importanti. Tutti – in quella sede – hanno risposto di sì, almeno formalmente. Ma i rumors che vengono da Palazzo Guerra confermano che molte saranno le diserzioni alle urne e che diversi consiglieri hanno già confermato – a voce bassa – che non si impegneranno più di tanto per queste primarie. Quasi una vendetta per il primo anno di consiliatura, che ha visto tante ombre e poche luci.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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