“Vitigno & Terroir”, due giorni dedicati ai vini d’eccellenza del Sud

vitigno

Uno scenario incantevole quasi sospeso nel tempo. Questa la location dove sabato 22 e domenica 23 si è tenuta l’ottava edizione di “Vitigno & terroir”. I portoni di Villa Farina a Baronissi, nobile dimora ottocentesca di altissimo livello culturale, si sono aperti per la prima volta all’evento del vino monovitigno autoctono campano. La manifestazione, organizzata dalla delegazione dell’Associazione Italiana Sommelier di Salerno, in unione con l’agenzia di event planner “Mestieri e sapori” e con il patrocinio del Comune di Baronissi, ha proposto uno sguardo d’insieme sul vasto panorama dei vitigni campani, collegando gli stessi alla esperienza vitivinicola di oltre settanta produttori campani.

La due giorni di Baronissi. Sui banchi di degustazione vino è stato così possibile essere guidati all’assaggio da sommelier professionisti, mentre nella Sala “Giardino d’Inverno” al piano superiore della Villa è stato possibile incontrare personalmente parte dei produttori che hanno aderito all’evento. Un modo per conoscere direttamente le cantine, per scoprire da vicino le varie esperienze di vinificazione ed essere guidati all’assaggio e all’eventuale acquisto. Vastissimo il programma, interamente dedicato ai protagonisti dei vitigni campani: Aglianico, Piedirosso, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe. Nel corso della due giorni si sono succeduti incontri e laboratori (a prenotazione obbligatoria) per un confronto gustativo, didattico e conoscitivo sui vari vitigni e relative zone di produzione. Sono intervenuti come relatori il Prof. Giuseppe Celano, docente universitario, il giornalista Enrico Malgi e l’enologo dott. Vincenzo Mercurio.

I laboratori e il corso di degustazione. In particolare, tra i laboratori, ha suscitato notevole interesse l’incontro di sabato sera sull’Aglianicone. Si tratta di uno dei più antichi vitigni cilentani oggetto di un’attenta opera di recupero e valorizzazione da parte di una task force di viticoltori. Un mondo, quello del recupero dei vitigni autoctoni, che sta destando notevole interesse in un più ampio discorso di valorizzazione del territorio. Ha registrato notevole interesse, ancora, il mini corso di degustazione sulla nocciola, curato dalla Panel Leader Irma Brizi, che ha permesso un viaggio nella produzione, nella storia e nella cultura della nocciola, sempre più apprezzata e consumata, per imparare a conoscere e riconoscere gli indicatori di qualità. Ancora, i laboratori di degustazione e abbinamento cibo/vino e il coking show presentato dallo Chef Claudio Russo de “Il Pacchero” di Salerno. Nel corso della manifestazione è stato possibile assistere alla presentazione del libro “Note di cucina salernitana”, di Alfonso Sarno, con prefazione di Luciano Pignataro, dedicato alle ricette della gastronomia locale. Un evento, dunque, fortemente voluto e attentamente organizzato, per celebrare gli elementi che compongono i più importanti vitigni campani. Non solo territorio, né territorialità. Non solo fattori naturali, fisici e chimici. Ma storia, cultura, passione: in una parola, terroir.
Floriana Basso

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