Primarie Pd, a Salerno urne “militarizzate” per stanare i ribelli deluchiani

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Manca meno di una settimana all’appuntamento del 30 aprile e il clima in città si fa incandescente. Lontano dai riflettori mediatici, sta covando il malcontento di diversi esponenti della maggioranza di centrosinistra che sostiene Enzo Napoli al Comune di Salerno. E nonostante le rassicurazioni formali dello staff politico del sindaco, la maggioranza deluchiana risulta sempre più spaccata, se non addirittura frammentata in più anime. Basta attendere domenica prossima e le primarie per capire come si muoveranno i cosiddetti diversamente deluchiani e quali provvedimenti eventualmente adotterà il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Urne sotto osservazione per individuare i traditori. Una cosa è certa. Il Pd di Salerno ha già pronto il piano per individuare e segnalare all’ex sindaco gli esponenti di partito che “tradiranno” l’input di portare i cittadini alle urne in favore di Matteo Renzi. Una vera e propria militarizzazione dei seggi è stata già organizzata, grazie anche ai report elettorali delle ultime amministrative, in virtù dei quali sarà molto facile per gli “007” del governatore della Campania stanare i franchi tiratori. Al momento, al netto delle posizioni di facciata, sono una decina i consiglieri comunali della maggioranza (compresi gli alleati delle liste civiche) pronti a disertare le urne o comunque ad impegnarsi solo formalmente in favore dell’ex premier. La campagna per le primarie è stata comunque sotto tono e a Salerno si teme l’effetto diserzione che potrebbe far calare addirittura la percentuale di affluenza che nel 2013 vide 4138 cittadini recarsi alle urne. L’obiettivo dichiarato è quello di sfondare in città il muro dei 5000 voti e ciò sarà possibile solo se tutti remeranno dalla stessa parte.

Telefonate e messaggi per una chiamata alle urne. In queste ore, tutti gli esponenti cittadini del partito democratico sono stati compulsati affinchè l’impegno in vista della scadenza di domenica prossima sia il massimo possibile. Nonostante ciò, il pericolo dei franchi tiratori esiste ed è per questo che è in atto una vera e propria “catena di S.Antonio” virtuale, fatta di telefonate e messaggi, per mantenere alta la pressione. Solo il dato finale del voto ci dirà se e come sarà servita.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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