Pd, crollo nazionale nelle primarie: Renzi perde 1 milione di elettori

Fonte: panorama.it

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A circa un’ora dalla chiusura dei seggi ed a poco meno di 45 minuti dalle prime dichiarazioni di Matteo Renzi, neo segretario nazionale del Pd (la sua conferenza stampa al Nazareno è programmata per le 22), emerge con forza un dato su cui nessuno dei media nazionali ha posto l’accento. Oggi non c’è stata alcuna festa di popolo, per usare una frase molto abusata dagli esponenti dem. Rispetto ai dati (reali?) del 2013, quando si recò alle urne un plotone di 3 milioni di italiani (compresi cinesi), oggi il Pd incassa il 33% di voti in meno (secondo le stime ufficiali del Nazareno) se non addirittura dimezza il consenso (ad ascoltare i dissidenti interni al popolo dem). Fatto sta che nel giro di 4 anni, l’appeal del Pd sugli italiani è evidentemente in fase calante.

Le prime reazioni romane. Il popolo dem ha votato oggi per le primarie del partito nella sfida a tre fra l’ex premier Renzi, il guardasigilli Orlando e il governatore della Puglia Emiliano. Si vota in 10 mila gazebo e seggi in tutta Italia, dalle 8 alle 20. E sembra vinta la sfida dell’affluenza. Alle 17.00 l’affluenza ai seggi delle primarie del PD è risultata essere di 1.493.751 cittadini. Mentre secondo la mozione Renzi l’affluenza sfiorerebbe l’1,9 milioni di voti e Renzi si attesterebbe tra il 65 e il 70%. “L’affluenza sarebbe su 1,8-1,9 milioni di persone e “dai dati che abbiamo Renzi dovrebbe stare tra il 65 ed il 70 per cento”. Così il portavoce della mozione Renzi Matteo Richetti parlando di “partecipazione importante” (fonte Ansa.it).

Caos e accuse di brogli al sud. Accuse reciproche di brogli, seggi chiusi per irregolarità, con l’annullamento di tutti i voti espressi, e intervento delle forze dell’ordine. E’ caos, al sud, alle primarie del Pd. Mentre a Napoli, a “vigilare” sulla regolarità del voto il Pd nazionale ha inviato il deputato Ernesto Carbone, dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria, i rappresentanti delle mozioni dei tre candidati non si sono risparmiati accuse di irregolarità, violazioni delle norme e brogli. Accuse che alla fine hanno portato la Commissione nazionale per il congresso a chiudere tre seggi – a Cariati (Cosenza), Nardò (Lecce) e Gela (Caltanissetta) – e ad annullare i voti già espressi.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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