Come per le Fonderie Pisano, altra battaglia ambientale per salvare il Parco Galiziano

Parco_galiziano

Continua la battaglia del comitato civico “SaveGaliziano” di Torrione a Salerno, in difesa del parco urbano del Galiziano, uno dei pochi polmoni verdi della zona. Dopo il primo appello ai cittadini di Salerno ed alle richieste di modifica della variante urbanistica indirizzate all’amministrazione comunale, gli attivisti salernitani hanno deciso di scrivere nuovamente una lettera aperta a tutta la cittadinanza, chiedendo una mobilitazione generale.

La lettera aperta del comitato ai 130mila salernitani.C’era una volta il Parco Galiziano: presto dovremo dire così? A Salerno, nel quartiere Torrione Alto, c’è un bel parco pubblico, ”Il Galiziano”, realizzato su un’area in declivio di 8.000 mq, con percorsi totalmente privi di barriere architettoniche, dotato di area pic-nic, area gioco per bambini, area fitness, area recintata per i nostri amici a quattro zampe. E’ uno dei pochi spazi verdi della nostra città ed è l’unico parco del quartiere, frequentato quotidianamente da ragazzi, famiglie con bambini, persone di qualsiasi età, e non solo del quartiere. Il 29 Dicembre 2016 i cittadini hanno appreso che la Giunta Comunale, su richiesta del parroco del quartiere, ha approvato una variante al progetto del 2007, che prevedeva la realizzazione di un nuova struttura religiosa in sostituzione di quella già esistente a pochi metri dal parco. La variante prevede la costruzione della nuova chiesa all’interno del parco Galiziano e va a sconvolgere l’attuale struttura del parco e delle zone verdi presenti, con dimensioni diverse e maggiori rispetto al progetto iniziale. La variante sembra essere stata approvata dalla Giunta Comunale, pena la perdita del finanziamento della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) di 4,5 milioni di euro. E’ da precisare che la parrocchia ad oggi comprende tre diverse chiese in zona (Chiesa di S. Felice e S. Maria Madre della Chiesa, Chiesa di San Giovanni Battista e Chiesa dell’Immacolata del Villaggio Lauro). Sicuramente sono tutte e tre piccole e la principale, la chiesa di San Giovanni Battista non riesce a contenere tutti i fedeli presenti alle messe nei giorni di Natale, Pasqua e in occasione di matrimoni e funerali. I cittadini del quartiere però, dopo aver visionato il nuovo progetto, si sono interrogati sull’esigenza effettiva di una costruzione tanto grande, oltre tutto a scapito dell’unico spazio verde del quartiere e si sono mostrati fin dal primo momento fortemente preoccupati e contrari alla perdita di un’ampia parte del parco. Nel pieno rispetto del parroco, dei fedeli e dell’Istituzione Chiesa, si sono immediatamente attivati e dal 30/12/16 è nato il comitato di quartiere “Save Galiziano”, per avere un confronto tra i residenti della zona e capire quali potessero essere le vere esigenze del quartiere. Da gennaio 2017 è iniziata la raccolta di centinaia di firme, allo scopo di presentare una petizione al sindaco di Salerno, per esprimere il forte dissenso verso la cementificazione di uno spazio verde pubblico, in una città tra l’altro che offre pochi parchi e zone verdi. Inoltre, come previsto dalla normativa, il Comitato ha presentato le proprie osservazioni contro la variante, come pure Italia Nostra, Legambiente e diversi privati cittadini. Gli abitanti del quartiere e i cittadini di Salerno si sono quindi chiesti:1) in un momento storico così terribile fra terremoti e guerre, in cui Papa Francesco invita alla sobrietà e alla rinuncia dei beni, è giusto spendere 4,5 milioni di euro per una nuova enorme costruzione , invece di trovare soluzioni alternative? 2) perché invece di salvaguardare il verde pubblico, si preferisce dimezzare un parco per far posto al cemento? 3) le dimensioni della nuova costruzione non sono inappropriate e spropositate, sia per il contesto urbanistico sia per la densità di popolazione e fedeli del quartiere? 4) davvero non è possibile ristrutturare e ampliare la chiesa di S.Giovanni? 5) e la stessa chiesa di S.Giovanni che fine farà? Il Comitato Save Galiziano e i cittadini attendono risposte, sperando di non dover mai raccontare “C’era una volta il parco Galiziano…

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