Raccolta differenziata, Sud ancora in affanno

Cresce la raccolta di imballaggi in plastica nel 2016, ma le regioni del Mezzogiorno restano ancora fanalino di coda in Italia in materia di raccolta differenziata. Un ritardo che non ha solo effetti negativi sull’ambiente, ma anche sull’economia. Nell’ambito di un’economia circolare il riutilizzo di materie plastiche rappresenta non solo la possibilità per le imprese di ottenere materie prime a costi minori, ma anche opportunità di lavoro per gli addetti alla filiera di raccolta e recupero. Il riciclo della plastica, inoltre, è un importante contributo al risparmio energetico, alla creazione innovativa di nuova materia prima, alla tutela del territorio.

I dati – In occasione di un convegno organizzato a Roma da Legambiente e Corepla sono stati diffusi i dati relativi alla raccolta differenziata di imballaggi in plastica. Nel 2016 la quota complessiva è aumentata del 6,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo le 960mila tonnellate. Di queste ben 550mila sono state riciclate ed immesse nuovamente nel circuito produttivo. A guidare la classifica delle regioni “virtuose” c’è il Veneto, con ben 25 chili di plastica pro capite raccolti. Al secondo posto la Sardegna, con 20,8 chili. Per incontrare una regione meridionale bisogna arrivare fino alla settima posizione, dove è attestata la Campania, con 17,7 chili di plastica recuperata per abitante. Drammaticamente attestate sotto la media nazionale –pari a 15,8 chili pro capite- le altre regioni del Mezzogiorno, tutte mestamente a fondo classifica: Puglia con 11,2 chili pro capite di plastica recuperata, Calabria (9,7 kg), Basilicata (7,9 kg), Molise (6,8 kg) ed infine Sicilia (4,8 kg).

Le prospettive – “L’economia circolare –dice Antonello Ciotti, presidente di Corepla- conviene all’Italia perché il nostro Paese è leader a livello mondiale nelle tecnologie di riciclo. Il contributo del settore, nella bilancia commerciale è di tutto rispetto e si creano posti di lavoro. Inoltre i benefici ambientali derivati dal riciclo e dalla gestione ottimale del fine vita degli imballaggi in plastica, comportano meno emissioni e minor consumo di risorse e suolo, ovvero discariche evitate. L’economia circolare conviene alle aziende: Corepla mette a disposizione delle aziende trasformatrici materie prime seconde di qualità a costi inferiori rispetto al vergine, un fattore di competitività per le imprese. Infine l’economia circolare conviene ai cittadini: una raccolta differenziata di qualità può permettere ai Comuni la riduzione delle tariffe. Corepla nel 2016 ha riconosciuto ai Comuni 279 milioni di euro a copertura dei maggiori costi di raccolta differenziata”.

 

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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