Primarie, Orlando accusa: “Dati strani, a Salerno più voti che a Napoli”

Prima o poi il bubbone dei dati sull’affluenza alle primarie doveva scoppiare. E il j’accuse non viene da Emiliano che aveva inviato le proprie “iene” nei seggi per monitorare la situazione e prevenire fenomeni poco chiari, bensì da Andrea Orlando, che ha partlato tramite il portavoce nazionale della sua mozione, facendo riferimento a numeri fasulli diffusi dal Pd sia rispetto al dato di affluenza che a quello delle percentuali in favore dei tre candidati in corsa per la segreteria nazionale. Dubbi che ora dopo ora si stanno trasformando in macigni per l’entourage di Matteo Renzi, che è corso immediatamente a smentire tutto. Ed in questa polemica nazionale finisce anche Salerno e la sua provincia, i cui numeri sarebbero sotto la lente di osservazione dei collaboratori di Orlando. Numeri spropositati se si considerano le cifre raccolta in tutta Napoli e provincia.

Il j’accuse di Orlando: a Salerno dati irreali. «Dai dati in nostro possesso il numero che l’ex premier ha davanti è il 6, non il 7 – dichiara Marco Sarracino, portavoce nazionale della mozione al Corriere della Sera – Mentre per Orlando la forbice è tra il 22 e il 22,5». E la partecipazione? «Non solo i due milioni non esistono proprio, ma il Pd è già sceso di 200 mila voti e io credo che presto dovrà scendere di altri 200 mila». Valutazioni assai poco scientifiche, che poggiano sull’osservazione dei flussi ai seggi: «Com’è possibile che il Pd registri il picco massimo tra le 12 e le 17, quando storicamente la fila alle urne diminuisce?».
A sentire gli orlandiani, al Nazareno c’è «grande preoccupazione» per l’affluenza, eppure Lorenzo Guerini non raccoglie le polemiche e risponde rilanciando i dati ufficiosi: «1.848.658 votanti, Renzi al 70 con 1.283.389 voti, Orlando al 19.50 con 357.528 ed Emiliano a 192.219 (10,49 %)». Sarracino insiste e racconta che al Sud i loro riferimenti sul territorio hanno rilevato «ricorsi, numeri poco chiari e affluenze strane». Un esempio? «Com’è possibile che a Salerno e provincia abbia votato più gente che in tutta Napoli e provincia, dove gli elettori sono il triplo?».

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *