Ercolano, la Procura apre un fascicolo sulle primarie del Pd

La Procura della Repubblica di Napoli ha deciso di aprire un fascicolo sulle primarie del Pd ad Ercolano, comune dove domenica scorsa si sono recati a votare per scegliere il nuovo segretario democratico in 5.139, a fronte dei 300 iscritti del partito di Matto Renzi. A spingere il procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, coordinatore della sezione reati contro la pubblica amministrazione, ad aprire un fascicolo d’indagine, benché al momento non si ravvisino ipotesi di reato, il video pubblicato da Fanpage in cui un immigrato ospitato in un centro di accoglienza del comune vesuviano dichiara di essere stato portato a votare insieme a decine di altri ospiti della struttura.

L’intervista di Fanpage – “Quelli del centro –ha detto a Fanpage uno degli immigrati che ha partecipato al voto per le primarie- ci hanno detto di andare a votare, nessuno di noi sapeva perché. Ci hanno portati al seggio con l’auto del centro di accoglienza, un po’ per volta. Ha votato una sessantina di noi. Hanno detto che per noi migranti era importante votare. Io l’ho fatto perché ho sperato che mi aiutasse a ottenere il permesso di soggiorno”. Una versione che è stata confermata anche da altri immigrati ospitati nella struttura di Ercolano, intervistati dai giornalisti di Fanpage dopo che la vicenda era rimbalzata sui media nazionali. Da tutti la conferma di aver ricevuto una precisa indicazione di voto a favore di Matteo Renzi.

Lo scontro politico – Sulla vicenda si è immediatamente acceso un duro scontro politico, con la Lega pronta ad invocare l’apertura di un’inchiesta e gli esponenti locali del Pd impegnati a gettare acqua sul fuoco. In particolare è il primo cittadino di Ercolano Ciro Buonajuto, indicato come molto vicino a Matteo Renzi, a parlare di “vergognosa strumentalizzazione” della partecipazione alle primarie di alcune decine di immigrati. “Renzi –ha detto Buonajuto- non è stato eletto grazie al voto degli immigrati. Erano circa trenta su cinquemila a Ercolano e io sono orgoglioso che abbiano votato perché probabilmente nel loro paese non ne hanno mai avuto la possibilità”. Di certo c’è che dopo il caso dei cinesi portati a votare in massa in occasione delle primarie del 2011 del Pd per la scelta del candidato sindaco di Napoli, la vicenda di Ercolano solleva nuovi interrogativi sui picchi di partecipazione che si sono registrati in alcune realtà campane. Risultati conseguiti con la mobilitazione di “elettori” che in diversi casi hanno candidamente confessato di ignorare per chi o per cosa avessero espresso una preferenza.

 

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *