Pasta, dagli spaghetti ai tortellini: Di Martino compra Grandi Pastai Italiani

La famiglia Di Martino, proprietaria del marchio Antonio Amato di Salerno.

Non era mai successo che un’azienda di pasta secca acquisisse una di pasta fresca: a farlo è un’azienda del Sud, che si afferma nella patria del tortellino. Il 2 maggio scorso, a Reggio Emilia, il pastificio Di Martino di Gragnano – proprietario anche dal marchio salernitano Antonio Amato – ha sottoscritto un aumento di capitale sociale di 7 milioni di euro, acquisendo una partecipazione di controllo pari al 66,67% in Grandi Pastai Italiani S.p.A. L’operazione è stata conclusa con Tavola Emiliana, società partecipata da Par.Co S.p.A. che ne detiene il controllo, con l’ausilio della Pricewaterhouse Coopers Italia quale advisor del Gruppo Di Martino e con l’assistenza di Banca IMI S.p.A. La volontà dei soci storici di Grandi Pastai Italiani, guidati da Par.Co. e dal suo presidente Andrea Volta, di rimanere nella compagine sociale a ulteriore supporto delle attività di sviluppo pianificate dal nuovo gruppo di controllo, sono la testimonianza del permanere dello stretto legame con il territorio. Il consiglio di amministrazione della nuova realtà è composto da Giuseppe Di Martino, presidente e amministratore delegato, Giovanna Di Martino e Adriano Nicola (già presidente di Grandi Pastai Italiani).

Lo stabilimento del pastificio Antonio Amato di Salerno.

Lo stabilimento del pastificio Antonio Amato di Salerno.

Previsto in tre anni un fatturato da 250 milioni di euro – Il fatturato di Grandi Pastai Italiani è di circa 52 milioni di euro, con una previsione per il 2017 di 59 milioni di euro. Il bilancio 2016 ha testimoniato il lavoro di recupero della redditività attraverso la riorganizzazione produttiva e l’attenzione alla qualità svolto da Adriano Nicola a sostegno dell’occupazione di circa 200 lavoratori stabili. Il fatturato complessivo del gruppo di Martino per il 2017, grazie all’acquisizione, si attesterà sui 150 milioni di euro. “Da Gragnano, la città della pasta, alla patria della pasta fresca; affrontiamo questa nuova sfida, con la passione di sempre. – ha detto Giuseppe Di Martino – Una tradizione che continua, di pastaio in pastaio, che porterà la nostra azienda a un fatturato di 250 milioni di euro in 3 anni, diffondendo le due più famose tradizioni gastronomiche del Belpaese anche all’estero e portando a 7 il numero degli stabilimenti produttivi del gruppo, in 3 regioni italiane (Campania, Emilia-Romagna e Lombardia). Il gruppo non solo aumenta la propria capacità produttiva ma ne differenzia l’offerta“.

Sette stabilimenti tra Lombardia, Emilia-Romagna e Campania – Ai siti produttivi di pasta secca di Gragnano, Pastorano (in provincia di Caserta) e Salerno si aggiungono ora gli stabilimenti di Correggio e San Martino in Rio (in provincia di Reggio Emilia): 20mila metri quadrati dedicati alla produzione di gnocchi tradizionali, chicche, gnocchi ripieni e gnocchi surgelati. A cui si aggiunge lo stabilimento di Sesto e Uniti (in provincia di Cremona): 3omila metri quadrati in cui le lavorazioni avvengono su linee dedicate alle paste fresche ripiene, alle paste ripiene surgelate. Le 15 differenti linee complessive consentono di produrre e confezionare una gamma di oltre 150 referenze di gnocchi e oltre 50 referenze di paste ripiene per un totale di diverse centinaia di marchi e una produzione complessiva di oltre 1 milione e 800 mila porzioni di pasta fresca al giorno e la capacità per raddoppiarli.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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