Dehors, continua la mediazione ma i deluchiani sono pronti allo scontro

La “via crucis” del sindaco Enzo Napoli prevede una nuova tappa forzata: il summit politico di giovedì pomeriggio per fare quadrato attorno alla giunta in vista del prossimo consiglio comunale. Chissà se le primarie e l’assemblea nazionale del Pd  di ieri a Roma hanno rasserenato gli animi nel fronte di maggioranza a Palazzo Guerra? Molto probabilmente no, visto per come sono andate le cose alle urne e per come sono state gestite nelle settimane precedenti. Ma giovedì occorrerà trovare necessariamente un’intesa politica, in primo luogo sul nuovo regolamento dehors che tante polemiche ha suscitato nei mesi scorsi.

Dehors, casus belli sempre più dirimente. Al momento i voti contrari al nuovo strumento normativo che disciplina le installazioni di sedie, tavolini e pedane nei gazebo al di fuori dei locali pubblici restano 7. Almeno quelli certi. Cui potrebbe aggiungersi anche qualche altro pretoriano del governatore della Campania, stanco di come viene gestito politicamente il rapporto tra i vertici di Palazzo Guerra ed i consiglieri comunali. Se non ci saranno le modifiche invocate da alcuni esponenti della maggioranza (vedi le note di Corrado Naddeo e Leonardo Gallo, solo per fare qualche esempio), il regolamento sarà approvato ugualmente ma si trasformerà in un boomerang letale.

Intanto è solo tregua armata sui gettoni di presenza. Prosegue senza sosta la sottile guerra di nervi tra i deluchiani firmatari della diffida legale consegnata nelle mani del sindaco Napoli ed il primo cittadino di Salerno, avente ad oggetto la richiesta di revoca o di rivisitazione sostanziale della determina del 29 agosto 2016, che ha tagliato i gettoni di presenza ai consiglieri comunali, passando da 78 a 36 euro lordi. Lo scontro potrebbe consumarsi nel giro di pochi giorni, visto che lo stesso Napoli aveva chiesto del tempo per verificare la possibilità di apportare un correttivo all’atto incriminato, anche alla luce del taglio allo stipendio di sindaco e assessori, imposto dal Viminale ed “accettato” dalla giunta comunale con apposita determina.

 

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *