L’armata cinese “conquista” la Puglia

L'imponente schieramento dell'armata di terracotta

L'imponente schieramento dell'armata di terracotta

I guerrieri dell’imperatore Qin sbarcano a Bari. Più che di un’invasione, però, si tratta di un grande appuntamento culturale: questa mattina, infatti, presso l’Archivio di Stato del capoluogo pugliese è stata inaugurata la mostra che ha per protagonisti alcuni esemplari delle 8mila statue di terracotta raffiguranti l’armata dell’imperatore Qin, il primo ad unificare la Cina.

La mostra – Nata su iniziativa della Regione Puglia, l’esposizione vede riuniti a Bari sedici guerrieri dell’imponente armata costruita per vegliare sul mausoleo dell’imperatore Qin. “Sono particolarmente orgogliosa che la Puglia ospiti una mostra di tale valenza storica –dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Caponeche porta a Bari pezzi di inestimabile valore. I guerrieri di terracotta sono tra i simboli più riconosciuti della Cina e racchiudono tutto lo spirito della cultura di quel Paese”. La mostra di Bari vede il ritorno delle statue, patrimonio Unesco dal 1987, in Italia dopo un’assenza di dieci anni: l’ultima volta nove figure ( un cavallo, un consigliere, un balestriere e sei lancieri) erano state esposte al Palazzo Reale di Milano nel 2010. Mai così tanti esemplari –ben sedici- dell’armata di terracotta erano stati esposti tutti insieme nel nostro Paese.

La guardia silente – L’imponente armata di terracotta –composta da 8mila guerrieri, cento cavalli e diciotto carri in legno- è tornata alla luce nel 1974, quando un contadino intento a scavare un pozzo raggiunse la grande fossa in cui erano schierati fanti e cavalli. Fu individuato così il grande mausoleo dell’imperatore Qin, un complesso composto da diverse fosse sepolcrali in cui non solo era schierata la riproduzione della grande armata con cui il sovrano aveva conquistato la Cina, ma erano conservati i resti di sacrifici animali, armi ed opere d’arte, nonché statue che riproducono i più alti funzionari di corte. Un imponente seguito chiamato ad accompagnare l’imperatore nel suo ultimo viaggio. I guerrieri di terracotta furono realizzati con impressionate realismo: le statue infatti riportano eventuali mutilazioni, ferite e deformazioni dei singoli soldati. Ogni guerriero è diverso dall’altro: variano acconciature, uniformi e corazze. Le statue, del peso di circa duecento chili, altre tra 1,75 e 1,95 metri, sono state realizzate con una tecnica che consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) completato con l’aggiunta di gambe e braccia. La struttura veniva poi ricoperta da blocchetti di argilla per creare l’armatura e infine veniva aggiunta la testa.

La mostra “I Guerrieri di Terracotta del Grande Imperatore cinese Qin” sarà esposta presso Archivio di Stato – via Pietro Oreste 45, Bari – dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.30; sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Apertura straordinaria anche il 2 giugno. Ingresso euro 4,00 informazioni 080.541.48.13

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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