Salerno, tre assessorati a rischio? Deluchiani in rivolta

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Potrebbe non arrivare a fare il “tagliando” del primo anno la giunta guidata dal sindaco Enzo Napoli. Oltre le infinite polemiche innescate da diversi esponenti della maggioranza su numerose questioni (dai gettoni di presenza alle varianti urbanistiche), ora anche gli assessorati sarebbero in discussione. Tre in particolare sono le “poltrone” calde in questa delicata fase politica e tutto lascia pensare che entro la fine del mese di giugno si possa anche arrivare ad un primo rimpasto di giunta.

Ecco chi sono gli assessori in pericolo. La prima a poter ricevere il “benservito” dal sindaco Napoli e – indirettamente – dal governatore dell Campania Vincenzo De Luca è l’assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano, in quota Mdp. Da quando l’ex esponente dei Davvero Verdi è transitata nella nuova formazione politica guidata a Salerno da Michele Ragosta, non ci sarebbe più lo stesso feeling istituzionale con i vertici di Palazzo Guerra. Non è ancora spenta l’eco della figuraccia rimediata in consiglio comunale, in occasione dell’ultima riunione nel salone dei Marmi a fine marzo, quando i 5 emendamenti presentati dai dippini furono ritirati in fretta e furia per scongiurare il defenestramento della stessa Giordano. Tutto dipende oggi dall’atteggiamento di Mdp nei confronti della giunta Napoli. Discorso differente vale per Gaetana Falcone, assessore alle pari opprtunità in quota Moderati per Salerno. La scelta della Falcone – frutto fondamentalmente dell’intesa politica esistente tra Vincenzo De Luca e l’Udc di Luigi Cobellis – sarebbe ora non più gradita. A riprova di ciò, l’atto di sfiducia avanzato già alcuni mesi fa dal consigliere Pietro Stasi. Molto dipenderà – a questo punto – anche dal rapporto che la stessa Falcone ha con il sindaco Napoli. Infine, dulcis in fundo, c’è anche un terzo assessore – stavolta un fedelissimo del governatore – che ha confidato ai suoi più stretti collaboratori di non essere più “gradito” dal sindaco e dallo stesso De Luca. Motivo? Al momento massimo riserbo sulla cosa, anche perchè se si concretizzassero le sue “dimissioni”, potrebbe generare un vero e proprio tsunami politico.

La tregua siglata nel summit di ieri sera. Dopo le scintille degli ultimi incontri, quella svoltosi ieri sera presso la sala giunta di Palazzo di Città è stata una riunione decisamente più «soporifera», che non ha mai toccato da vicino le questioni più spinose che agitano le acque tra i deluchiani. Probabilmente una scelta voluta dallo stesso sindaco Enzo Napoli, che ha esordito chiedendo a tutti il massimo sforzo possibile per stare accanto all’amministrazione comunale, evitando polemiche sugli argomenti più spinosi. In pratica una subliminale richiesta di «deporre le armi» – almeno temporaneamente – per provare a costruire nuovamente quel feeling che, in verità, non c’è mai stato. Quasi due ore di discussione e molti assenti. Ma tra le «assenze» che si sono notate di più spiccano sicuramente i temi politici e le «vertenze» amministrative. A cominciare da quella di maggiore attualità, ossia il nuovo regolamento sui dehors. Napoli ha semplicemente confermato che gli uffici sono al lavoro e che la discussione sulle modifiche su cui si sta ragionando sarà affrontata nel corso di un’ulteriore riunione riservata ai 6 capigruppo, che si terrà la prossima settimana. Dal palazzo trapela unicamente che la volontà del sindaco sia quella di accogliere, almeno parzialmente, le istanze dei «diversamente deluchiani», quelli maggiormente critici nei confronti del nuovo regolamento, per evitare che quelle stesse istanze possano trasformarsi in consiglio comunale in emendamenti e voti contrari. Altra assenza «strategica» dalla discussione di ieri è stata la variante di Matierno, relativa alla richiesta di ampliamento di volumetrie di un opificio privato, già ritirata 4 volte in occasione di altrettanti consigli comunali. Ci sarebbe in atto il tentativo di portare la variante al Puc in aula per la quinta volta, circostanza questa che provocherebbe una vera e propria rivolta tra i deluchiani, indisponibili a controfirmare un atto – a loro detta – assolutamente illegittimo. E così anche su Matierno è calato il silenzio. Preventivo potremmo definirlo. Solo un accenno alla ormai infinita vicenda del taglio dei gettoni di presenza ai consiglieri comunali, imposta con la determina dirigenziale del 29 agosto 2016, poi bocciata de facto dal parere inviato dal Viminale lo scorso 23 marzo. Napoli ha «sussurrato» che si sta provando a sollecitare – a livello nazionale – una rivisitazione della normativa in materia, in modo da poter superare l’ostacolo e ritornare al trattamento precedente, che prevedeva un lordo di 78 euro, contro i 36 attuali. Nessun riferimento, invece, per la vicenda giudiziaria che coinvolge l’assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano (in quota Mdp). Anche in questo caso, Napoli ha preferito glissare anche per non offrire la sponda ai diversi deluchiani che ormai non vedono più di buon occhio la presenza di una esponente del neonato partito dei dissidenti Pd, anche ricordando la prova di forza fatta in occasione dell’ultimo consiglio, quando i 5 emendamenti al bilancio preventivo – presentati dal gruppo di Mdp – furono frettolosamente ritirati in aula per evitare di mettere in pericolo la poltrona occupata dalla stessa Giordano. Insomma una riunione al cloroformio che aveva l’unico scopo di tenere lontano lo scontro politico sui temi più caldi. Confermato – infine – che il prossimo consiglio comunale si terrà entro la fine del mese di maggio, con tutta probabilità venerdì 26.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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