Basilicata: l’ad di Eni interviene sulla vicenda Cova di Viggiano

La diga del Pertusillo - fonte Michele Tropiano)

“Accettiamo tutto, ma non la disinformazione e l’accusa di essere dei mostri e degli assassini”. Così l’ad di Eni Claudio Descalzi rispondendo alle domande di studenti lucani in visita nella sede di San Donato Milanese. Descalzi ha parlato di ‘fake news’ delle quali “la più grande è sull’incidenza dei tumori in Basilicata, che è la regione italiana meno colpita dopo la Calabria. Le più colpite sono quelle del Nord, dove non c’è produzione di greggio”. Quanto al Lago del Pertusillo, “ci hanno accusato di inquinarlo ancora prima che iniziassimo le produzioni”, ha affermato spiegando che “non c’è nessuna correlazione tra produzioni contaminazione del lago”. Infine la Val d’Agri che, “già all’epoca dei romani presentava affioramenti superficiali di olio, ma oggi siamo noi a produrre e ci prendiamo le colpe”.  Quanto poi al centro oli di Viggiano, “da controlli effettuati non da noi, le acque esterne non sono contaminate, lo sono quelle interne e stiamo lavorando con Arpa, Regione e Ispra” per la bonifica.

Intanto in Val d’Agri la tensione resta alta con i primi cittadini di Viggiano e Grumento Nova, Amedeo Cicala e Antonio Imperatrice, che chiamano direttamente in causa la magistratura sullo sversamento di petrolio da un serbatoio del Cova.

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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