Elezioni e candidature, contatto Renzi – De Luca: “Stai sereno Enzo!”

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La notizia è rimbalzata da Roma nella tarda serata di ieri ed ha subito generato un tamtam tra gli addetti ai lavori. Secondo indiscrezioni provenienti dal Nazareno, nella giornata di sabato ci sarebbe stato un primo contatto tra il bureau di Matteo Renzi e il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Una telefonata di “riappacificazione” all’indomani delle polemiche e dei malumori, tutti interni al fronte deluchiano, a seguito della esclusione clamorosa di Piero De Luca – coordinatore della mozione Renzi in Campania alle ultime primarie – dalla direzione nazionale dei dem. A causare questa “bocciatura” avrebbero concorso in maniera determinante i più stretti collaboratori del neo segretario del Pd, ossia Luca Lotti e Maria Elena Boschi, impauriti dalla potenziale pericolosità del cognome De Luca, già al centro di tanta esposizione mediatica nel corso degli ultimi mesi.

“Stai sereno Enzo”, questo il messaggio lanciato a De Luca. I rumors romani raccontano di questa conversazione incentrata su un chiaro input che lo stesso Renzi avrebbe voluto lanciare all’ex sindaco di Salerno. Un appello alla “tranquillità” ed alla “serenità” in vista della scelta delle candidature per le prossime politiche, anche perchè i tempi non sono ancora maturi vista la querelle in Parlamento per l’approvazione della nuova legge elettorale. Ma anche una seppur velata rassicurazione che ci sarà spazio per il suo primogenito Piero e per il delfino cilentano Franco Alfieri. Non è dato di sapere, però, con quali garanzie in chiave di conquista di un posto alla Camera. E ciò, insieme ai dovuti scongiuri visto il recente passato (Enrico Letta docet), non è stato particolarmente gradito dal governatore della Campania, che intanto procede a piè veloce con la strutturazione del suo movimento politico Campania Libera. Primo test saranno le amministrative di giugno.

Intanto Renzi continua a litigare con Ferruccio De Bortoli per il caso Boschi. “Il Pd è l’unico partito già pronto alle elezioni. Ma siccome siamo persone serie ci va benissimo votare nella primavera del 2018, non abbiamo fretta. Quindi lasciamo lavorare il governo, assicurando il massimo sostegno possibile”. A dirlo è il segretario del Pd, Matteo Renzi, in un colloquio con il Foglio. Parlando della legge elettorale, Renzi rileva: “Prima erano tutti contro l’Italicum, ora sono tutti a favore” ma “di soppiatto, in nome del nuovo Italicum, vogliono togliere l’8 per cento di soglia al Senato, l’unica garanzia di freno al potere dei piccoli partiti, e vogliono permettere a chiunque di candidarsi eliminando il vincolo sulle firme. Noi siamo pronti a votare l’Italicum ma chi sostiene questo tipo di riforma in realtà sogna il Cespugliellum”. Quanto alla ricostruzione su Banca Etruria nel libro di Ferruccio de Bortoli, Renzi replica: “ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”, e “che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase” (fonte: Ansa.it).

La replica del giornalista al rottamatore fiorentino. “Ho letto la bella intervista che Matteo Renzi ha rilasciato al Foglio. Politicamente assai significativa. Con un titolo che spero sia un programma: ‘Serve il coraggio della verità’. Il segretario del Pd sostiene che io avrei nei suoi confronti un’ossessione personale”, visto anche il no del Pd al suo ingresso nel cda Rai. “Segnalo all’ex premier che avendo detto due volte no alla proposta di fare il presidente, non era tra le mie ambizioni essere eletto nel cda della Rai. Visto quello che sta accadendo, ringrazio di cuore per non avermi votato. Non avrei potuto comunque accettare avendo firmato un patto di non concorrenza”. Così Ferruccio De Bortoli replica a Matteo Renzi sul sito del Corriere della sera. “Non ho mai scritto che è un massone, mi sono solo limitato a porre l’interrogativo sul ruolo della massoneria in alcune vicende politiche e bancarie. Ruolo emerso, per esempio, nel caso di Banca Etruria”, aggiunge. “Mi aspetterei da Renzi che chieda scusa al collega del Corriere che” a Forte dei Marmi “stava facendo il suo lavoro e alloggiava nell’hotel. Venne minacciato dalla scorta che gli intimò di andarsene”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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