Napoli, è già “Caravaggio mania” per la mostra a Palazzo Zevallos

caravaggio

Torna sabato 20 maggio 2017 la tredicesima edizione della Notte Europea dei Musei, una speciale iniziativa che consente l’ingresso dalle 20 alle 24 nei musei statali al costo simbolico di 1 €. Tra le aperture straordinarie, ossia di quei musei che pur non essendo statali aderiscono all’apertura serale, riveste particolare rilievo la partecipazione all’evento del Museo di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli. L’antico edificio, palazzo monumentale del capoluogo campano, ospita la sede museale di Intesa San Paolo. Nell’ambito della Rassegna “Ospite illustre” è eccezionalmente presente nella galleria di via Toledo 185 il capolavoro di Caravaggio “Concerto”.

Il capolavoro di Merisi. L’opera, tradizionalmente esposta al Metropolitan Museum di New York, è a Palazzo Zevallos dal 6 maggio al 16 luglio. Si tratta di un dipinto a olio su tela realizzato nel 1595 da Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, su commissione del cardinale Francesco Maria Del Monte. L’opera, che riproduce un gruppo di tre musicanti con una quarta figura nella parte sinistra rivolta verso l’esterno e raffigurante l’Amore, descrive il clima culturale degli ambienti dell’alto prelato dove dominavano musica e arte. Il “Concerto” è presente a Napoli in base a un programma di scambi con musei nazionali ed internazionali che ha già portato nella galleria napoletana il “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina e l’ “Arlequin au miroir” di Picasso. Si intende favorire, con questo progetto, una strategica politica di collaborazioni con le maggiori istituzioni culturali in grado di valorizzare lo stesso patrimonio artistico di Intesa San Paolo. Sulla base di questa politica di scambi, fino al prossimo 30 luglio, il Metropolitan Museum ospiterà il “Martirio di Sant’Orsola”, la più pregiata opera della collezione di Palazzo Zevallos. Si tratta di una occasione unica per il pubblico del Met che potrà apprezzare, uno accanto all’altro, il “Martirio” e la “Negazione di San Pietro”, opere entrambe dell’ultimo periodo del genio caravaggesco, in cui dominano linee essenziali e contrasti di luci e ombre. Il “Martirio di Sant’Orsola”, ultima tela dipinta dal Caravaggio nel 1610, pochi mesi prima di morire, è stato venduto nel 1972, per pochi milioni di lire, come opera di Mattia Preti, alla Banca Commerciale Italiana, ora Banca Intesa, dalla baronessa Felicita Romano Avezzana. L’opera, proveniente dall’eredità della famiglia Doria, principi d’Angri e duchi di Eboli, è stata a lungo custodita a Eboli nella tenuta dei baroni Romano Avezzana, già proprietà Doria, in località Buccoli, dove ancora c’è chi ha il privilegio di avere memoria, alle pareti nobili di una villa di campagna, di quella che, allora, era solo presumibilmente l’opera conclusiva del travagliato e geniale percorso artistico del maestro lombardo.
Floriana Basso

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