Mozzarella di bufala campana dop, il consorzio raddoppia i controlli

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Tremila accertamenti entro la fine del 2017. Questo il nuovo obiettivo del consorzio di tutela della mozzarella di bufala a denominazione di origine controllata (dop) che raddoppierà l’attività di vigilanza sulle produzioni come annunciato dal direttore Pier Maria Saccani, dopo la presentazione a Montecitorio del monitoraggio per la tutela dei prodotti Dop e Igp in Europa. Nel 2016 sono stati 1.289 i controlli effettuati dal consorzio campano, presieduto da Domenico Raimondo, di cui 606 attività di monitoraggio in Italia e 232 all’estero; 239 i prelievi ufficiali; 93 le verifiche sul web; 12 i sequestri; 23 le operazioni congiunte con le forze dell’ordine; 84 le segnalazioni agli organismi di repressione frodi. La previsione per il 2017 è di arrivare a 3mila accertamenti. «Siamo di fronte a importanti attività – spiega Saccani – che ci permettono di reperire e analizzare anche prodotti destinati ai mercati esteri, valutandone il rispetto di disciplinare e regole». Più controlli, quindi, dopo le intese firmate con il consorzio di tutela del prosecco Doc e con quello del provolone Valpadana Dop per collaborare nelle azioni di monitoraggio nazionale.

Le contraffazioni – Occhi puntati sui prodotti di eccellenza del made in Italy per intensificare la battaglia contro le frodi alimentari sempre più frequenti. Dal Parmesan al Perisecco, i nomi evocativi e gli utilizzi illeciti dei nomi delle produzioni di eccellenza italiane sono in costante crescita, come emerge dal report presentato a Montecitorio che parla di pizze e altri prodotti, con riferimenti alla mozzarella di Bufala Campana Dop, presenti sul mercato tedesco senza autorizzazione, dell’abuso del termine Parmesan e “aceti balsamici” in Inghilterra e Francia, del prosciutto di Parma affettato fuori dalla zona di origine (Olanda), dell’utilizzo illecito del termine Grana o delle evocazioni come “Perisecco” e “Più Secco”.

Il report – I risultati del monitoraggio per la tutela dei prodotti Dop e Igp in Europa sono stati al centro di una conferenza stampa che si è tenuta alla Camera, organizzata dai consorzi di tutela: Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Formaggio Parmigiano Reggiano Dop, Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Consorzio Prosciutto di Parma Dop e Consorzio Tutela Prosecco Doc in collaborazione con la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.

Le leggi – La normativa comunitaria è stata aggiornata anche sulla base delle pressioni italiane che chiedevano maggiori tutele per i prodotti Dop e Igp in tutta Europa. E’ stata così introdotta la tutela ex-officio. Si trattava quindi di alimentare questa nuova forma di protezione – spiegano dal consorzio – compiendo un monitoraggio a tappeto dei punti vendita in tutta Europa. Sinergia tra i Consorzi e coordinamento costante con l’ispettorato centrale repressione frodi del Mipaaf, soggetto individuato per l’Italia a gestire queste problematiche.

I numeri – Un lavoro che nel biennio 2016/2017, contempla oltre 990 visite nei punti vendita di nove paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera), 5.000 controlli e circa 22.000 referenze. Le attività di monitoraggio e tutela in un comparto che solo in Italia conta 291 registrazioni (vini esclusi) su un totale di 1.380 europee e numeri importanti, sono strumenti indispensabili per una crescita sostenibile: il valore al consumo della produzione certificata del totale comparto food delle Ig italiane ammonta a 13,3 miliardi di euro.

«L’esperienza operativa dell’Icqrf con oltre 1.800 interventi a tutela del made in Italy – commenta Luca Bianchi, capo dipartimento delle Politiche Competitive, della qualità agroalimentare, e dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari – fuori dei confini nazionali e sul web, mostra come la stretta cooperazione tra Autorità di controllo e Consorzi di Tutela sia vincente per difendere i prodotti italiani».

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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