Comune, ecco la verità sulla Caporetto dei deluchiani in consiglio

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Il giorno dopo il flop clamoroso durante il consiglio comunale di Salerno, la debacle dei consiglieri di maggioranza assume contorni da film horror. Non tanto per il merito della decisione di ritirare – o meglio – di non voler votare le due varianti urbanistiche (quella ex Vitologatti e quella di Matierno), ma per la forma e per la reale motivazione che ha spinto i fedelissimi del governatore della Campania a voltare le spalle al proprio sindaco. In altri consessi ed in altre epoche, molto probabilmente quell’atteggiamento irrispettoso e puerile dei consiglieri deluchiani sarebbe stato pesantemente “stigmatizzato”.

Ecco perchè i deluchiani si rifiutano di votare la variante di Matierno. La scena di ieri nel Salone dei Marmi l’hanno vista tutti i presenti. E solo chi è in mala fede potrebbe attribuirne la responsabilità politica al sindaco di Salerno Enzo Napoli, lasciato solo dal suo staff politico. Il primo cittadino, dal canto suo, non ha fatto altro che esprimere la sua opinione rispetto ad un provvedimento che era già approdato in consiglio 4 volte e per altrettante 4 volte era stato ritirato. Continuare su questa linea significava anche esporre la sua maggioranza al pubblico ludibrio, destinataria di feroci critiche sul perchè non ci si esprima su quell’atto. In un senso o nell’altro. La verità è un’altra ed è molto semplice. Quando il sindaco Napoli ha esortato tutti a votare la proposta di variante di Matierno, i deluchiani dal “cuore impavido”, hanno lasciato l’aula quasi come se si stesse evacuando il palazzo durante una scossa di terremoto. Figura barbina della maggioranza di centrosinistra, che probabilmente trova eguali solo in alcuni Paesi del SudAmerica o dell’Europa dell’Est. Tutto ciò è motivato dal fatto che i deluchiani hanno letteralmente il terrore di votare no alla variante di Matierno. Perchè? Perchè nessuno vuole assumersi la responsabilità di dire no ad un provvedimento nonostante che, come ha affermato il presidente della commissione Urbanistica, sia assolutamente irricevibile e fuori da ogni previsione normativa, visto che sarebbe privo di molti elementi essenziali. Dunque non necessita di un approfondimento d’istruttoria – come giustamente richiesto per l’altra variante, quella per l’ex area Vitologatti – e andrebbe semplicemente respinta. Ma i deluchiani hanno paura della firma, paura di possibili conseguenze di tipo legale. Ecco dunque svelato il mistero. Ma questa è una storia che nessuno vi racconterà mai.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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