Resa dei conti a Palazzo Guerra: ecco le poltrone a rischio

Non c’è pace al Comune di Salerno. Non è bastato ai deluchiani mettere all’angolo il proprio sindaco in occasione del ritiro della variante urbanistica di Matierno. Si è anche cercato di far passare il proprio ammutinamento come un malinteso. Alcuni addirittura hanno giurato di essere fuggiti dal Salone dei Marmi proprio per difendere l’immagine del sindaco Enzo Napoli, ma chissà da cosa. Insomma di carne al fuoco ce ne sarà parecchia domani sera, quando a Palazzo di Città si celebrerà il summit di maggioranza.

L’unica vera certezza: il primo cittadino è rimasto solo. In ogni macchina amministrativa che si rispetti, il ruolo del sindaco dovrebbe essere tutelato, accompagnato e supportato dalla figura del suo capostaff politico. Come sempre accaduto a Palazzo Guerra, e in special modo negli ultimi anni in cui era sindaco Vincenzo De Luca, proprio Enzo Napoli svolgeva tale compito “ingrato”, dovendo spesso fare da cuscinetto tra il carattere non facile dell’attuale governatore della Campania e le istanze dei singoli componenti della maggioranza. Compito portato avanti in modo esemplare, dietro le quinte e lontano dai circuiti mediatici. Il tutto per rendere più agevole il compito all’allora sindaco De Luca. E di intoppi, in quella fase, non se ne registrarono, se non qualche sofferenza individuale su specifici argomenti. Ora che Enzo Napoli ricopre la carica di sindaco, quel ruolo è occupato da Enzo Luciano. Coincidenza vuole che dall’inizio della consiliatura (vedi l’elezione dei presidenti di commissione, vedi la determina taglia gettoni di presenza, vedi il raddoppio delle commissioni consiliari, vedi il flop alle provinciali di gennaio e vedi anche la variante del Parco del Galiziano) il clima nel fronte deluchiano sia sempre teso, tanto che qualcuno – tra i pretoriani di De Luca, sussurra che all’orizzonte ci potrebbe anche essere un avvicendamento proprio in quel ruolo specifico. Staremo a vedere.

Cosa accadrà agli assenti? Altro elemento di discussione previsto per domani sera sarà quello delle assenze registrate prima e durante i lavori. Tranne quelle di inizio seduta (Paki Memoli con giustifica, oltre quelle di Nico Mazzeo e Antonio Carbonaro), tutte le altre (Horace Di Carlo, Pietro Stasi, Leonardo Gallo e Corrado Naddeo) sono maturate in corso d’opera e su queste ha già puntato il dito il capogruppo dei Progressisti Luca Sorrentino. Ad onor del vero, in aula lunedì mattina mancava anche l’assessore all’Urbanistica ed alla Mobilità Mimmo De Maio, che avrebbe avuto il compito di pronunciare la richiesta di ritiro della variante di Matierno. Assenza anche questa strategica o solo casuale? A questo punto un dubbio sorge spontaneo: ma davvero questa variante fa tanta paura? E perchè?

 

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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