Deluchiani in rivolta a Palazzo Guerra per gli assessori “assenti”

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Continua, latente e lontana dai riflettori, la guerra tutta intestina al fronte deluchiano che regge le sorti di Palazzo di Città. A Salerno, lo schieramento di centrosinistra non è più coeso come anni orsono, quando anche sulle battaglie “pericolose” – vedi quelle sulla questione della incompatibilità dell’allora sindaco e viceministro Vincenzo De Luca – riusciva a compattarsi e ad andare avanti a testa bassa. Oggi invece, al primo anelito di vento, si scatena la tempesta. L’ultima, in ordine cronologico, riguarda le assenze strategiche di alcuni assessori non solo dai lavori delle commissioni e del consiglio ma più in generale dalla vita politica e amministrativa di Palazzo Guerra.

Mimmo De Maio, assessore all’urbanistica ed alla mobilità: chi l’ha visto? E’ questo il tormentone che da alcuni mesi – e più precisamente dalla celebrazione delle primarie del Pd – capeggia al terzo piano del municipio salernitano, dove hanno sede i gruppi consiliari. E non è un caso. Infatti proprio in occasione della “chiamata alle urne” per la scelta del segretario nazionale del partito democratico, emerse per la prima volta il “caso De Maio”. Mentre la città di Salerno, nel suo complesso, quasi raddoppiava i voti delle precedenti primarie arrivando a quota 7000, il seggio dei quartieri collinari – fortino da sempre dell’assessore all’urbanistica – esprimeva unicamente 86 preferenze su un monte residenti di quasi 12mila persone. Come mai? Qualche mal di pancia? Chissà, ripetono incessantemente i deluchiani di ferro. Quella è stata la prima avvisaglia, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso si è avuta in occasione dell’ultimo consiglio comunale quando le due varianti urbanistiche sono state entrame ritirate dalla maggioranza. Maggioranza che ha anche denunciato l’assenza di De Maio dai lavori delle commissioni.

Gaetana Falcone, assessore alle pari opportunità: sfiduciata di fatto ma sempre al suo posto. Di lei si sono quasi perse le tracce. Non tanto per la vicenda politica legata alla sfiducia formale firmata dal capogruppo della lista Moderati per Salerno Pietro Stasi, piuttosto per la circostanza che oggi – con l’addio all’Udc (partito di riferimento della Falcone) del consigliere Leonardo Gallo (confluito in Centro Democratico di Bruno Tabacci) l’assessore alle pari opportunità non ha un gruppo consiliare di riferimento (essendo Pietro Stasi in Alternativa Popolare). Insomma, un asessorato quasi “fantasma”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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