Palazzo Guerra, faida deluchiana contro le candidature volute da Renzi

Nonostante la scadenza sia stata fissata al 2018, la polemica tutta interna al fronte deluchiano, rispetto alle paventate candidature “benedette” da Matteo Renzi nella circoscrizione di Salerno città, non accenna a placarsi. Il fortino presenta ormai delle crepe evidenti e tutto lascia ipotizzare che alla prossima “campanella” – per arruolare tutti nell’ennesima campagna elettorale – ci sarà un silenzio quasi tombale. I deluchiani della prima ora non sono infatti disposti al nuovo bagno di sangue pur di consentire ad un manipolo di prescelti di mettere piede a Montecitorio senza nemmeno ricevere una preferenza sul proprio nome.

26 consiglieri sulla carta, 3 i gruppi politici tutti in competizione tra loro. La maggioranza politica che sostiene la giunta del sindaco Napoli non è più tale. E la riprova arriverà al prossimo consiglio comunale (che potrebbe tenersi a fine luglio) sulle grane urbanistiche – vecchie e nuove – che tanto hanno fatto litigare i consiglieri del centrosinistra in occasione del consesso pubblico di fine maggio, quando addirittura il primo cittadino fu costretto ad inseguire un folto numero di deluchiani fuggiti letteralmente dal Salone dei Marmi pur di non esprimere un voto contrario alla variante urbanistica di Matierno. Il gruppo non esiste più. Al suo posto ve ne sono ben 3, di differente orientamento non solo politico.

I pretoriani del governatore, il gruppo dei nuovi deluchiani e gli alleati poco allineati. Nella prima formazione, vi sono ovviamente i deluchiani della prima ora, quelli “duri e puri” ma che col tempo hanno palesato non pochi mal di pancia per come stanno andando le cose a Palazzo di Città. In buona sostanza sono quelli che chiedono un avvicendamento nello staff politico del sindaco, ritenuto ormai non più idoneo a tale compito, e sono sempre quelli che vogliono un posto al sole alle prossime elezioni politiche (almeno qualcuno di loro). Il secondo fronte è rappresentato in buona sostanza da un buon numero di volti nuovi del consiglio comunale, pronti a dire si ad ogni decisione amministrativa ma sempre con attenzione a ciò che si firma (vedi la fuga dal consiglio di fine maggio). Infine ci sono gli alleati di coalizione (che comprendono anche alcuni deluchiani) che vivono in un universo parallelo (su tutti Mdp e Moderati per Salerno), pronti a punzecchiare l’amministrazione sulle magagne e sui provvedimenti boderline.

Nessuna campagna elettorale per nessun candidato imposto da Roma. Elemento comune al gruppo dei pretoriani ed a quello degli alleati è il niet sovietico a fare campagna elettorale ai nominati dalla segreteria del Pd (compresi i papabili Piero De Luca, Nicola Landolfi e Mauro Maccauro, i più gettonati in questa fase), mentre i giovani deluchiani – più malleabili – potrebbero impegnarsi almeno formalmente.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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