Gioia Tauro: c’è l’accordo sulla ricollocazione dei lavoratori in esubero

E’ stata raggiunta nel primo pomeriggio di oggi, nel corso di un incontro a Roma, l’intesa sulla riqualificazione e ricollocazione occupazionale dei quasi quattrocento lavoratori in esubero presso il porto di Gioia Tauro. Arriva così positivamente a conclusione una vertenza che nei mesi scorsi ha bloccato più volte l’attività dello scalo commerciale calabrese, con notevoli ripercussioni per il sistema economico-produttivo regionale e non solo. Ad annunciare l’intesa il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che, in questi mesi, ha svolto il delicato compito di mediatore tra la società Mct, da cui dipendono i 380 lavoratori per cui ad inizio aprile erano iniziate le procedura di messa in mobilità, e le organizzazioni sindacali, secondo cui gli esuberi non avrebbero dovuto superare le duecento unità.

L’accordo – Elemento cardine dell’intesa raggiunta quest’oggi -a cui hanno dato via libera i sindacati confederali e l’Ugl, in rappresentanza di circa l’80% dei lavoratori dello scalo marittimo calabrese- è come detto la garanzia di ricollocamento per i lavoratori in esubero. I 380 dipendenti di Mct per cui si prevedeva il licenziamento transiteranno nell’Agenzia del Lavoro, nata su iniziativa del governo e finanziata con venti milioni di euro. Si tratta del primo passo per la riqualificazione professionale e la ricollocazione lavorativa dei dipendenti in esubero. “L’Agenzia –ha detto il ministro Delrio- per la somministrazione, la riqualificazione e la ricollocazione del personale posto in esubero da Mct, che in prospettiva e come già previsto per legge si trasformerà poi in soggetto articolo 17 come operante in tutti gli altri porti di Italia, ha rappresentato la risposta del governo alla prima e più importante richiesta giunta dal sindacato”.

Il rilancio di Gioia Tauro – L’accordo sul futuro dei lavoratori in esubero del porto calabrese rappresenta, di fatto, il primo tassello di un più ampio intervento di potenziamento e rilancio del ruolo dello scalo marittimo nel sistema economico produttivo dell’Italia meridionale. Un ruolo che, nelle previsioni del governo e degli operatori economici locali, dovrebbe trarre notevole giovamento dalla creazione della Zone Economica Speciale nel distretto del porto di Gioia Tauro. Il via libera, da tempo atteso, è arrivato nei giorni scorsi con l’approvazione del cosiddetto decreto Mezzogiorno da parte del Consiglio dei Ministri. Per il porto di Gioia Tauro, inoltre, sono previsti diversi altri interventi infrastrutturali, come ha ricordato lo stesso ministro dei Trasporti. “Il porto –ha ricordato Delrio- è oggetto di un ambizioso ed indifferibile progetto di riconversione industriale, funzionale e produttiva, messo in campo dal governo per offrire una risposta strutturale alla crisi globale del settore trasbordo. Oltre alle tradizionali attività di transhipment, infatti, vanno sviluppati settori nuovi e a tale obiettivo si sta lavorando attraverso la realizzazione del gateway ferroviario, l’istituzione della Zes, il progetto del bacino di carenaggio. Si sono conclusi interventi di dragaggio attesi da anni, e che fanno oggi di Gioia Tauro l’unico scalo del Mediterraneo in grado di ospitare fino a quattro navi madri. Si sta lavorando per accelerare le operazioni di controllo sulla merce, grazie alla partnership con l’Agenzia delle Dogane che ha previsto l’istituzione di una vera e propria task force dedicata, e si stanno sostenendo iniziative di diversificazione dei traffici”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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