Musei: il Consiglio di Stato “salva” i direttori stranieri

Il ministro Franceschini

Sono rientrati al lavoro questa mattina i cinque direttori di museo le cui nomine erano state annullate da una sentenza del Tar del Lazio lo scorso 25 maggio. A “congelare” gli effetti della pronuncia dei giudici amministrativi del Tar Lazio la pronuncia, arrivata nella serata di ieri, del Consiglio di Stato, dinanzi a cui era stata impugnata la sentenza del mese scorso dal ministero dei Beni Culturali. Il museo archeologico nazionale di Napoli, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, il museo nazionale archeologico di Taranto, le Gallerie Estensi di Modena e il Palazzo ducale di Mantova hanno, dunque, nuovamente una guida certa. Almeno fino al prossimo 26 ottobre, data in cui i giudici del Consiglio di Stato hanno fissato l’esame di merito del ricorso presentato dal ministero contro la decisione del Tar del Lazio. A dare per primo la notizia il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini con un tweet.

La vicenda – All’origine dello scontro che si sta consumando dinanzi ai giudici amministrativi il ricorso presentato da due candidati alla selezione con cui sono stati individuati i direttori di numerosi musei e siti culturali italiani. Due i punti critici evidenziati dai ricorrenti: procedure di esame giudicate poco trasparenti e, soprattutto, l’assegnazione di incarichi direttivi a cittadini stranieri. E proprio questo era stato l’elemento di maggiore novità nella designazione dei nuovi direttori: incarichi di grande prestigio affidati, per la prima volta, a professionisti stranieri. Per i giudici del Tar del Lazio il bando per la selezione dei nuovi direttori “non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva al Mibact di reclutare dirigenti pubblici al di fuori delle indicazioni, tassative, espresse dall’articolo 38 del decreto legislativo 165/2001”. Solo una modifica dell’articolo 38 avrebbe potuto consentire a cittadini stranieri di assumere incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione. Proprio per questo motivo era stato presentato ricorso al Tar del Lazio anche contro la nomina di Gabriel Zuchtriegel alla guida del Parco Archeologico di Paestum: a salvare il dirigente tedesco dall’annullamento della nomina un cavillo tutto italiano: un difetto di notifica.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *