Luigi De Magistris: “Napoli città autonoma contro la malapolitica”

Luigi De Magistris

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Non si ferma Luigi De Magistris nella sua personale azione di rivendicazione dello status indipendente della città di Napoli. Lo fa attraverso le sue pagine social, rilanciando la proposta di legge presentata poco più di un anno fa, che mira a rendere il capoluogo partenopeo territorio autonomo dal punto di vista fiscale rispetto al resto del territorio nazionale.

Le parole di De Magistris su Facebook. “La sfida del governo della Città Autonoma di Napoli è sempre più difficile ed entusiasmante allo stesso tempo, ad un anno circa dall’inizio del secondo mandato. La rinascita di Napoli, attraverso il nuovo umanesimo della città, è ormai percezione diffusa anche oltre i confini nazionali. Ma il lavoro da fare è ancora tanto, duro e difficile, soprattutto per i luoghi della sofferenza, per le persone in difficoltà. Lavoro pieno di ostacoli, insidie e mine politiche ed istituzionali. Non è possibile rilassarsi un momento nemmeno sui risultati eccezionali raggiunti. Solo quando Napoli avrà raggiunto gli obiettivi a cui stiamo lavorando senza sosta potremo ritenerci pienamente soddisfatti. Ecco perché il nostro programma è Napoli 2021, fino alla fine del mandato elettorale. E’ il momento dell’unità, per la città, per i napoletani. Qui in ufficio e per strada, per il governo autonomo, per la lotta per l’attuazione della Costituzione“.

La proposta di legge “Napoli città autonoma”. Così si legge sul sito del Comune di Napoli. “Napoli Autonoma è un ente territoriale i cui attuali confini sono quelli del Comune di Napoli e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dall’art. 119 della Costituzione. L’ordinamento di Napoli Autonoma è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Napoli è chiamata a svolgere quale principale metropoli e motore di sviluppo dell’Italia meridionale, patrimonio Unesco nonché sede nazionale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Come primo passo verso una più ampia autonomia il Comune di Napoli deve diventare autonomo dal punto di vista fiscale, in linea con la Costituzione, senza cessare di chiederne l’applicazione e quindi i livelli di servizi omogenei sul territorio nazionale, la perequazione e, quando necessario, interventi speciali per rimuovere gli squilibri economici e sociali e favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona. Dal 2010 al 2015 i trasferimenti statali ai Comuni sono stati ridotti considerevolmente. A Napoli, in particolare, sono stati decurtati del 60% con una perdita di oltre quattrocento milioni di euro a danno dei servizi complessivi della città. La proposta è rinunciare a 259 milioni di fondo di solidarietà comunale in cambio di imposte legate al territorio, per un importo equivalente. Il Consiglio comunale è ribattezzato Assemblea Partenopea e la città, acquisisce poteri per valorizzare le proprie ricchezze, a partire dai beni culturali. L’avvio di un circuito virtuoso di una città che ritrova l’orgoglio e torna a credere in se stessa, può avere un effetto positivo sull’aumento del gettito sugli immobili, sul lavoro, e sulla possibilità di abbassare le imposte proprie del Comune”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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