Dossier Legambiente: Sud maglia nera per gli ecoreati a danno del mare

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Si sono ridotti del 15% nel 2016 i reati a danno dell’ambiante costiero e marino, ma nelle regioni del Mezzogiorno la situazione resta ancora critica. Campania e Sicilia sono ancora in testa alla classifica redatta da Legambiente e diffusa in occasione dell’avvio della campagna estiva della Goletta Verde, l’imbarcazione che fino al prossimo 12 agosto, con ventuno tappe, navigherà lungo le coste italiane per controllare la qualità delle acque e segnalare i casi più gravi di violazioni ambientali a danno dell’ecosistema marino.

Mare Monstrum 2017 – Ad accompagnare il viaggio di Goletta Verde la diffusione, come detto, del rapporto sullo “stato di salute” dell’ecosistema marino italiano. Rapporto che se evidenzia alcuni progressi, come l’accennata riduzione a livello nazionale dei reati ambientali a danno del mare, mette tuttavia in risalto il permanere di ben note criticità –insufficienza del sistema della depurazione, scarichi inquinanti illegali, pesca di frodo- ed il permanere del divario tra Nord e Sud. Nelle sole regioni del Mezzogiorno –Campania, Sicilia, Puglia e Calabria- si registra ben il 50% di tutti gli ecoreati portati alla luce sull’intero territorio nazionale. In cima alla lista delle violazioni scoperte dalle forze dell’ordine nel corso del 2016 restano quelle relative alla cattiva, o mancata, depurazione ed agli sversamenti illegali: un dato pari al 31,7% del totale, in forte aumento rispetto all’anno precedente (24,6%). In calo, invece, i reati relativi alla pesca illegale: si è passati dal dal 36,9% del 2015 al 30% del 2016. Sostanzialmente stabili gli illeciti legati alla cementificazione delle coste, 24%, e alla navigazione, 14,3%.

Il paradosso del Sud – In questo quadro generale spicca il vero e proprio paradosso costituito dalle regioni meridionali: accanto a spiagge ed oasi marine di assoluta eccellenza prosperano, infatti, realtà ad alto tasso di illegalità. A guidare questa poco onorevole classifica ci sono, ancora una volta, la Campania e la Sicilia. In Campania si registra un vero e proprio record di reati ambientali a danno dell’ecosistema marino: ben 2.594 quelli accertati nel corso del 2016, pari al 16,5% del totale nazionale, Sono 839 i sequestri effettuati e 2.912 le persone arrestate o denunciate. Cementificazione selvaggia e cattivo funzionamento –o mancanza- del sistema di depurazione gli ambiti in cui si sono registrate le maggiori violazioni di legge. Per quanto riguarda la Sicilia, dove si registra il 13% dei reati, i settori critici sono la pesca di frodo e le violazioni alla codice della navigazione. Peggio dello scorso anno fa la Puglia, che dal quinto posto “conquista” il terzo, con ben l’11,7% delle violazioni accertate. Seguono in classifica Lazio e Calabria.

Gli ecomostri – Tutto meridionale anche l’elenco degli edifici e complessi edilizi realizzati lungo le coste di cui Legambiente chiede la demolizione. Per l’associazione ambientalista dovrebbero andare giù gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, il villaggio di Torre Mileto a Lesina in provincia di Foggia, le trentacinque ville nell’area archeologica di Capo Colonna a Crotone, le case abusive dell’isola di Ischia.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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