Siccità, danni per due miliardi. Calabria e Campania maglia nera

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La siccità degli ultimi mesi ha prodotto forti danni all’agricoltura in tutte le regioni italiane, ma in alcune realtà del Mezzogiorno l’impatto sul sistema produttivo è stato decisamente superiore alla media nazionale. Campania e Calabria, in particolare, sono tra le regioni italiane che stanno pagando il conto più salato per la perdurante siccità: tra raccolti andati persi e mancate produzioni autunnali l’ammontare dei danni è pari a diverse centinaia di milioni di euro. A fare il punto della situazione è Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti, in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione. Un appuntamento nel corso del quale è stato presentato il dossier dedicato all’emergenza siccità.

I numeri del disastro – Stando ai dati raccolti da Coldiretti finora i maggiori danni per il comparto agricolo si sono avuti in Calabria: in questa regione si registra un drastico calo della produzione olivicola, stimato tra il 35 ed il 40%, e della viticoltura, – 15%. Numeri che, da soli, si traducono in perdite per 310 milioni di euro per le imprese agricole calabresi. Altra regione duramente colpita è la Campania: qui i raccolti “bruciati” dalla siccità valevano oltre 200 milioni di euro. Non va molto meglio nelle altre regioni meridionali: in Basilicata i danni alle produzioni agricole sono stati tali da spingere l’amministrazione regionale a chiedere la dichiarazione dello stato di calamità naturale, così da poter sostenere le imprese danneggiate. In Puglia si teme un calo nel raccolto delle olive del 30%: un colpo durissimo per una regione che fa della produzione di olio extravergine uno degli elementi trainanti della propria economia, anche sul fronte esportazioni. La crisi di questi mesi non risparmia le isole: in Sardegna è ormai andato perso il 40% dei raccolti –con danni stimati apri a 120 milioni di euro-, mentre in Sicilia le aziende agricole fanno i conti con l’esplosione dei costi per l’irrigazione. Un fenomeno quest’ultimo che, in verità, interessa l’intero Paese. E non sempre il ricorso all’irrigazione di soccorso è sufficiente per salvare i raccolti: del resto, sottolinea Coldiretti, ormai l’emergenza siccità interessa i 2/3 delle superfici agricole italiane.

Danni oltre i due miliardi – Allargando lo sguardo all’intera Penisola, infatti, si registra una situazione ai limiti del disastro praticamente in tutte le regioni italiane. In Veneto l’acqua per l’irrigazione è contingentata da mesi, mentre in Lombardia la siccità ha già prodotto danni per 90 milioni di euro. Non va certo meglio in Piemonte, regione in cui si prevede un calo del raccolto di cereali del 30% almeno. Nelle province emiliane ai danni provocati dalla siccità, stimati in circa 100 milioni di euro, si aggiungono ora quelli prodotti dai nubifragi degli ultimi giorni. Sommando le cifre registrate in tutte le regioni italiane il conto dei danni, secondo Coldiretti, supera ormai il tetto dei due miliardi di euro. Ma si tratta di un dato ancora provvisorio: per una stima definitiva, infatti, bisognerà attendere la fine dell’estate 2017, la più asciutta degli ultimi 200 anni.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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