Specialità enogastronomiche, Campania da record

Con il riconoscimento di ventinove nuovi prodotti agroalimentari tradizionali, ed il conseguente inserimento nel relativo elenco nazionale, la Campania si conferma essere la regione italiana con la maggiore varietà di specialità enogastronomiche tradizionali certificate. Sono, infatti, in totale ben 515 i prodotti agroalimentari tradizionali censiti e riconosciuti, una patrimonio che rappresenta una delle possibili chiavi di sviluppo per il territorio, in particolare per le aree interne. “Valorizzare un prodotto tradizionale in un’area rurale –dice Gennarino Masiello, presidente regionale di Coldiretti- significa creare un legame con percorsi culturali e turistici, costruendo un percorso di futuro contro lo spopolamento e l’abbandono”.

Obiettivo qualità – Fondamentale per ottenere l’inserimento di ventinove specialità nel registro dei prodotti agroalimentari tradizionali è stato l’alto livello qualitativo degli stessi. Ed è questa, per Coldiretti, la chiave su cui puntare per sostenere un’ulteriore crescita del comparto agricolo in Campania, già oggi settore fondamentale dell’economia regionale. “Questo –prosegue Masiello- è un riconoscimento che premia l’agroalimentare di qualità, mentre il nostro modello viene messo in discussione da accordi commerciali internazionali, come il Ceta, che facilitano le falsificazioni e aprono le porte a produzioni legate ad un’agricoltura intensiva e massificante. Pat, Dop e Igp costituiscono la rete d’oro del sistema agroalimentare campano. Un sistema che si fonda sulla biodiversità e che va difeso e valorizzato nel suo insieme. La salvaguardia di processi tradizionali di produzione non va vista solo nei singoli casi ma come un progetto complessivo di nuova agricoltura. La tradizione si sposa all’innovazione, infatti, grazie al lavoro dei nostri giovani agricoltori, che sono i principali protagonisti di questa riscoperta. Lo abbiamo visto con l’Oscar Green, che ha premiato lo straordinario lavoro di ricerca e di reinterpretazione del nostro patrimonio agroalimentare e del suo strettissimo legame con il territorio”.

Prodotti del territorio – Queste le specialità enogastronomiche inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali: curresce re cocozza janca; fagiolo bianco di Monfalcone; fior di ricotta di Ponte Persica; lenticchia del Sannio; mandarino vesuviano; oliva salella ammaccata del Cilento; patata di Acerno; pecorino di Vitulano; pomodoro re Umberto; pomodoro sarvatico; p’ttera; raviolo allo zenzifero di quaglietta; ricotta mantéca di Montella; scamorza di Montella; scarpella di Castelvenere; sedano di Gesualdo; sidro di mela annurca; stocco; tarallo roscianese; tartufo nero del Matese; treccia di Montella; triglia rossa di Licosa; cece piccolo del Sannio detto u’ciciariello; fagiolo tondino bianco del Sannio; farro dicocco del Sannio, pane e pasta di farro; miele di asfodelo; miele di borragine; miele di cardo; miele di rovo.

1 Comment

  1. dino nick ha detto:

    L’unico vero modo, sicuro ed economico al contempo, per combattere la contraffazione è la serializzazione dei prodotti. Servizi come my-validactor offrono tutto ciò a prezzi vicini allo zero se non addirittura gratuitamente. Se solo lo si volesse davvero la contraffazione sarebbe facilmente contrastata con armi appropriate, disponibili, economicissime e italiane.

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