Alternativa Popolare prova a riunire i moderati e chiude al centrodestra

Maurizio Lupi

L’obiettivo è chiaro –riunire i moderati -, meno evidente, invece, il modus operandi per raggiungere il risultato auspicato. E’ tra grandi ambizioni, appunto fungere da catalizzatore per le disperse forze centriste, e qualche incertezza sul percorso da intraprendere nel prossimo futuro che Alternativa Popolare celebra la festa nazionale del partito a Limatola, nel Beneventano. Un’occasione non solo per riflettere sullo scenario politico nazionale, ma anche per ribadire la posizione di Ap sui temi oggetto di confronto in seno all’esecutivo Gentiloni.

Il miraggio del grande centro – “È necessario riunire insieme i moderati –dice Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Ap- e mettere fine alla diaspora. Tutti i partiti di centro si sentono dei Mandrake anche se piccoli, ma in realtà è l’unione che fa la forza: solo così riusciremo a mettere insieme una proposta seria, credibile ed efficace. Dobbiamo aggregarci per essere ancora più incisivi. Senza il centro in Italia non si vince”. Posizione che sintetizza in maniera efficace la linea del partito. Tuttavia su come favorire questa riaggregazione non ci sono indicazioni precise, anzi in un passaggio Lupi sottolinea come “noi ragioniamo sulla nostra identità non sulle alleanze”. Meno ermetico Fabrizio Cicchito, che almeno prova a delimitare i confini di questo ipotetico futuro rassemblement moderato. “Vogliamo costruire un’area di centro –spiega il senatore di Ap- fondata su due punti: un garantismo a 360 gradi e che, dunque, valga anche per gli avversari (non il garantismo rovesciato che vediamo) e un’idea di governabilità. Siamo alternativi alla Lega di Salvini e al M5s e distinti dal centrodestra”. Distinzione notevole, quest’ultima, per un partito che fino a pochi mesi fa si chiamava Nuovo Centrodestra. Sulle alleanza future arriva ad Ap il consiglio di Clemente Mastella, ospite del meeting di Limatola. “Agli amici di Ap –suggerisce il sindaco di Benevento- dico di fare l’accordo con il Pd prima che si tengano le regionali in Sicilia. Un accordo per il 3% sulla legge elettorale. Perché il rischio è che se le regionali siciliane dovessero andare male, Renzi vi scaricherebbe”.

I rapporti con il Partito Democratico – Il meeting di Limatola è anche un’occasione per precisare la linea di Alternativa Popolare nel rapporto con gli alleati di maggioranza democrat. E qui i distinguo non mancano, soprattutto su un tema spinoso come lo ius soli. “I ministri di Alternativa Popolare non voteranno la fiducia al governo sullo ius soli. Alla vigilia della legge di stabilità e di una complessa mediazione con l’Europa, possiamo dire agli italiani che dobbiamo approvare lo ius soli?”, ribadisce Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale campano di Ap. E proprio sulla legge di stabilità Cicchitto indica le priorità di Ap, senza mancare di tirare una stoccata rispetto alle scelte fatte dal governo Renzi. “Nella legge di stabilità –dice Cicchitto- non dobbiamo puntare ai bonus che non risolvono alcun problema ma concentrare tutte le risorse sul taglio del cuneo fiscale che dà respiro alle imprese e crea lavoro per i giovani”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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