S.Matteo, De Luca e le elezioni: ecco la strategia del governatore della Campania

L'allora sindaco De Luca insieme ai portatori (foto Pica)

La pace – quella autentica – viene siglata da due fronti in guerra al termine delle operazioni belliche. Quella siglata ieri sera, invece, presso un ristorante della zona orientale di Salerno, non lo è. Si tratta di un semplice conviviale tra due parti che in guerra non sono mai state davvero: da un lato il governatore della Campania Vincenzo De Luca, accompagnato dal primogenito Piero e dal fedelissimo Felice Marotta, e dall’altro i portatori delle paranze impegnate nella processione di San Matteo. La memoria, infatti, tradisce molti addetti ai lavori, che hanno completamente cancellato l’edizione del 2014, quando i portatori scesero in guerra (vera stavolta) contro l’arcivescovo Luigi Moretti, “reo” di negare le tradizioni “civili” della rituale processione del 21 settembre, come l’ingresso della statua del patrono nel cortile di Palazzo di Città. Il tutto con la “benedizione” – guarda caso – proprio di Vincenzo De Luca che vietò anche i fuochi pirotecnici a mezzanotte. Dunque non c’era bisogno di alcuna pace, visto che De Luca e i portatori non sono mai stati in guerra. Vera s’intende.

Nessuna cena della pace, ma una strategia per rinsaldare il potere. Avendo acclarato che di pace non si è trattato assolutamente, proviamo a capire tutti i retroscena che si celano dietro alle gustose pietanze che i commensali hanno potuto assaggiare nel corso di quasi 3 ore di conviviale. De Luca ha convocato i portatori – che per l’occasione si sono anche presentati con una “divisa” tutta particolare recante il simbolo del Comune di Salerno – perchè voleva chiarire innanzitutto che l’edizione 2017 dei festeggiamenti di San Matteo chiude in maniera definitiva il freddo glaciale tra lui e la Curia. Un improvviso cambio di direzione – quello dell’ex sindaco di Salerno – dovuto non ad una conversione religiosa, bensì ad una precisa volontà strategica di pianificare le prossime elezioni politiche del 2018, che vedranno correre – a meno di improvvisi colpi di scena – il figlio Piero per la Camera dei Deputati. Per De Luca era necessario ritrovare serenità con la Curia, per far sì che i salernitani (e potenzialmente gli elettori) potessero riabbracciare tutte i riti e le tradizioni della festa del patrono. Uno spot in piena regola che serve quindi solamente per provare a blindare l’elezione di Piero De Luca.

L’assenza di Enzo Napoli. Ma non è lui il sindaco di Salerno? Pochi si sono chiesti del perchè dell’assenza del primo cittadino. Del resto – fino a prova contraria – è ancora lui il sindaco della città di Salerno e visto che domani Palazzo Guerra aprirà le porte per consentire una sosta eccezionale e unica della statua di San Matteo nella propria corte interna, chi più di Enzo Napoli aveva titolo a sedere ieri sera al tavolo della cosiddetta cena della pace? Qualche indiscreto sussurra che la sua assenza equivale ad una punizione per aver cercato di “mettere il cappello” sulla mediazione con la Curia, cosa che invece deve essere attribuita esclusivamente al lavoro diplomatico intessuto da Piero De Luca.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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