Calenda: “Proposta irricevibile”. Salta il tavolo al MiSe sul futuro dell’Ilva

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda

Che sarebbe stata una trattativa difficile era noto a tutti, che ci si sarebbe arenati subito dopo i saluti erano in pochi, però, ad immaginarlo. Il tavolo fissato per questa mattina presso il ministero dello Sviluppo Economico per discutere del piano industriale dell’Ilva, ovvero del futuro dei 14mila dipendenti del polo siderurgico, è naufragato sul nascere. A certificarlo il tweet del ministro Carlo Calenda: #Ilva proposta dell’azienda su salario e inquadramento dei lavoratori irricevibile. Tavolo aggiornato”. La data del nuovo incontro, al momento, ancora non è stata fissata.

Sindacati sulle barricate – La decisione del governo di considerare le proposte di Am Investco irricevibili ha incontrato il pieno sostegno delle organizzazioni sindacali, fortemente critiche su un piano industriale che contempla ben 4mila esuberi in tutta Italia. Per il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella “il governo ha preso una posizione molto forte nei confronti del gruppo industriale”, sottolineando poi come “per noi c’è un grande problema, quello degli esuberi. Noi riteniamo che non debba esserci nessun esubero”. Una posizione, questa, condivisa appieno anche dalla Ugl: “Serve –incalza Antonio Spera, segretario di Ugl Metalmeccanici- un piano industriale degno di questo nome: parlare di quattromila esuberi è, semplicemente inaccettabile, così come lo è la riassunzione con il Jobs Act, che farebbe perdere salario e diritti ai lavoratori”. Per Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl, è evidente “la volontà di scontro da parte dell’azienda”. All’intransigenza dell’azienda fa da contraltare quella della Fiom, che con il suo segretario generale, Francesca Re David, ribadisce che “il tema dell’occupazione per noi è prioritario, non accetteremo neanche un posto di lavoro in meno”. Per questo motivo Re David annuncia “assemblee in tutti gli stabilimenti con un pacchetto di ore di sciopero”.

Le reazioni politiche – Il mancato avvio tra azienda e sindacati sul futuro dell’Ilva, con la regia del governo, ha provocato immediate reazioni da parte delle forze politiche, in particolare dei partiti di opposizione. Per Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana, “il piano di Arcelor Mittal è irricevibile. Va ritirato. Sono inaccettabili i quattromila esuberi ed è inaccettabile che diecimila lavoratori vengano licenziati e riassunti condizioni contrattuali umilianti grazie anche alle norme del Jobs Act. Il piano va ritirato e il Governo deve mettere in atto tutti gli strumenti necessari a tutela dell’occupazione e di un settore strategico come l’acciaio”. Duro il segretario della Lega Matteo Salvini, che affida ad un post su Facebook il suo primo commento: “Totale solidarietà –scrive- alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ilva e alle loro famiglie. Altro che Ius Soli, governo e Pd si sveglino!”. La senatrice del M5S Elisa Bulgarelli rivolge un ironico interrogativo agli esponenti del Pd: “Niente ‘sciopero della fame a staffetta’ per i 4mila esuberi dell’Ilva e i 10mila che, pur continuando ad avere il loro lavoro, si vedranno cambiare il contratto, perdendo ogni tutela?”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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