Nutrizione 2.0, a Salerno un workshop tra innovazione e stili di vita

Si è svolta sabato mattina, nelle sale della cooperativa Iuppiter, nella zona collinare di Salerno, la manifestazione “Mangiando s’impara”, un workshop ideato e diretto dalla nutrizionista Anna Vicinanza, con la collaborazione di Pasqualina Petrone, psicomotricista funzionale. La tematica, che ha avuto ad oggetto l’alimentazione e il movimento in età pediatrica, è stata suddivisa in tre macroaree di riferimento. In primo luogo, si è parlato dei bambini da zero a tre anni. Molto spazio è stato dedicato alla fase dell’allattamento, con particolare attenzione all’allattamento naturale e le differenze con i vari tipi di latte in formula. Un momento ricco di consigli utili per tutte le giovani mamme presenti in sala. Spazio poi alla fase del divezzamento e alle sue tempistiche, evidenziando come si tratti di un momento di particolare importanza per il bambino, avviandolo verso una prima fase di indipendenza. Particolare precauzione all’aggiunta di sale e zucchero in tutta la fase del divezzamento al fine di evitare abitudini sbagliate che predisporranno in età adulta a malattie cardiovascolari e ipertensive. Con riferimento alla tematica del movimento, invece, emozionante la parte relativa al contatto oculo-manuale del neonato rispetto alla mamma nella fase dell’allattamento, nonché al momento del gioco con la valorizzazione delle bolle di sapone, strumento di strategia educativa per far stare bene il bambino con se stesso, strumento ottimale per imparare a respirare e ad avere conoscenza della lateralizzazione (dentro – fuori, destra – sinistra). Con riferimento alla seconda fascia di età, tre – sei anni, si è sottolineato come tale fascia rappresenti una vera e propria fase critica per lo sviluppo dell’obesità. È infatti emersa la necessità di mostrare particolare accuratezza all’assunzione di carboidrati e bibite gassate, nonché alla neofobia alimentare, l’atteggiamento ostile nei confronti di alcuni alimenti non conosciuti. Con riferimento al movimento, si è evidenziato come in questa fase sia necessario valorizzare quello che il bambino sa fare, non le sue difficoltà. Ultima tappa, l’età 7 – 10 anni, con un’ampia panoramica sulle attività sportive svolte dai bambini e l’alimentazione idonea, differenziando la semplice attività sportiva da quella svolta dai cd bambini atleti. L’attività sportiva intesa come strumento nelle mani del bambino per conoscere lo spazio proprio e lo spazio degli altri, per trovarsi in sinergia con il mondo. Ha concluso il workshop il capitolo dedicato alle allergie ed alle intolleranze alimentari. Si è sottolineato l’importanza di distinguere l’allergia, intesa come reazione anomala del sistema immunitario, dalla intolleranza alimentare in senso stretto, ossia la reazione anomala dell’organismo non mediata dal sistema immunitario e che deve essere necessariamente certificata. Un discorso, quello sulle intolleranze, che ha destato particolare interesse nel pubblico presente in sala, auspicando a breve un nuovo approfondimento sulla tematica.
Floriana Basso

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