Sanità, livelli assistenziali ancora insufficienti nelle regioni meridionali

Resta ampio il divario tra Nord e Sud in campo sanitario. A certificarlo i risultati del Monitoraggio dei Lea (livelli essenziali di assistenza) realizzato dal ministero della Salute. Su sedici regioni controllate ben quattro delle cinque che non raggiungono la sufficienza sono meridionali. Molise, Puglia, Sicilia, Campania e Calabria hanno evidenziato forti criticità in diverse aree assistenziali, criticità che dovranno essere affrontate e superate nel prossimo futuro. Sono 35 gli indicatori presi in considerazione per la costruzione della “griglia Lea”, ovvero l’insieme dei parametri utilizzati per valutare le prestazioni erogate dal servizio sanitario regionale. Le cinque regioni classificate come “inadempienti” non hanno raggiunto il punteggio minimo di 140 o, in qualche caso, hanno maturato un punteggio compreso tra 140 e 160, ma in presenza di un incicatore critico.

Le aree di maggiore sofferenza – I dati, relativi alle verifiche effettuate nel 2015, mostrano linee di tendenza diverse per le regioni meridionali, pur se accomunate dal mancato dal mancato raggiungimento della sufficienza (con l’unica eccezione della Basilicata): mentre migliorano le prestazioni del servizio sanitario in Calabria, peggiorano in Campania, Puglia e Sicilia. Vaccini, screening e appropriatezza assistenza ospedaliera i settori in cui sono emerse le maggiori criticità. Limitatamente alle regioni meridionali, il ministero della Salute evidenzia come in Campania “si registrano bassi livelli di copertura” vaccinale per i bimbi fino a 24 mesi. Altro tallone d’Achille del sistema sanitario campano è rappresentato dalla “elevata” percentuale di parti cesarei, con “valori ben oltre i parametri di riferimento”. Quanto all’attività di screening, questa evidenzia “un elevato gradiente tra le regioni centro-settentrionali e quelle meridionali. In queste ultime non si denotano miglioramenti nel trend 2010-2015 e i valori dell’indicatore di monitoraggio sono al di sotto del parametro di riferimento”. Inferiore alla media nelle regioni del Sud, ma in miglioramento, la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro due giorni. Resta invece critica al Mezzogiorno, a causa della carenza di posti letto, la presa in carico dei soggetti anziani nelle strutture residenziali.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *