Politiche 2018, sulle alleanze va in frantumi l’Udc campana

Giuseppe De Mita, segretario regionale Udc

Le tensioni da tempo presenti all’interno dell’Udc, nate dalla decisione del segretario nazionale Lorenzo Cesa di riposizionare il partito nel centrodestra, sono deflagrate con forza nella giornata di ieri, investendo in modo particolare la Campania. Giuseppe De Mita, segretario regionale dell’Udc, si è visto revocare l’incarico di vicesegretario nazionale dell’Udc. De Mita, infatti, in occasione del consiglio nazionale del partito di sabato scorso è stato l’unico segretario regionale a votare contro la relazione del segretario Cesa, documento con cui è stata ufficializzata la decisione di riportare l’Udc in seno alla coalizione di centrodestra. “Le vicesegreterie – scrive Cesa nella lettera di revoca dell’incarico –hanno, per loro natura, un rapporto fiduciario con il segretario politico nazionale e con la linea politica espressa dal Partito. E, pertanto, con rammarico, revoco il tuo mandato di vicesegretario nazionale che mi pare, in questa fase, non compatibile con i tuoi e i miei orientamenti”.

Spaccatura nell’Udc campana – La replica di De Mita alla decisione di Cesa non si è fatta attendere. E’ arrivata al termine della riunione della direzione regionale del partito, appuntamento in cui è apparsa evidente la frattura interna alla formazione centrista. “Udc in Campania commissariata? E’ un’ipotesi risibile – dice De Mita al termine della direzione-, non abbiamo ancora assunto nessuna decisione: non siamo una caserma, la linea si decide al congresso. Io ero vicesegretario non per concessione, ma come espressione di quell’area che aveva consentito a Cesa di vincere il congresso. Ora l’unico provvedimento che mi aspetto da Cesa è la convocazione del congresso se si vuole garantire quel minimo accettabile di qualità della riflessione e di democrazia interna”. A sostenere la posizione del segretario nazionale dell’Udc è, invece, una minoranza – quattro i voti contrari alla relazione di De Mita – di cui si fa portavoce Nunzio Testa. “Giuseppe De Mita – dice Testa – ha puntato il dito contro l’esito del consiglio nazionale di sabato e ha invocato il Congresso, ma evidentemente gli sfugge un particolare molto importante: in consiglio nazionale c’erano tutti i segretari regionali del partito e lui è stato l’unico ad esprimersi, legittimamente, in maniera contraria. Ma questo vuol dire che se si facesse il congresso, l’esito sarebbe una replica del risultato del consiglio nazionale”. Quanto alle possibilità che la crisi interna all’Udc campana rientri, Testa non è troppo ottimista: “Se è vero, come è vero – sottolinea –, che il presidente Ciriaco De Mita ha detto che l’area democratica del Paese è rappresentata da quell’area politica che va dal Pd, all’Udc demitiana e a Pisapia, vuol dire che questi se ne sono già andati”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

1 Comment

  1. […] al centro – Del resto la rottura tra Cesa e De Mita era apparsa in tutta la sua gravità già in occasione dell’ultima riunione della direzione regionale dell’Udc campana, con la maggioranza del partito – quattro i voti contrari alla mozione proposta da De Mita – […]

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