Antonio Borea (Confcooperative): “Fermare la fuga dal Sud dei giovani talenti”

Diversi indicatori economici mostrano una lenta ripresa del sistema economico-produttivo meridionale, tuttavia le criticità ancora presenti sono notevoli. Discorso ancora più articolato quello che riguarda la Campania, regione in cui più solidi appaiono i segnali di ripresa, ma che, tuttavia, presenta al suo interno ancora forti squilibri. Una fotografia dettagliata dello stato di “salute economica” del territorio è quella che scatta Antonio Borea, presidente regionale

Antonio Borea

di Confcooperative. Un osservatorio privilegiato, grazie alla rete territoriale costituita dalle centinaia di aziende cooperative presenti nelle cinque province campane.

“Quello a cui assistiamo in Campania, come nel resto del Mezzogiorno, è un esodo. Un recente studio commissionato da Confcooperative al Censis ha rivelato che la fuga dei giovani dal meridione sta provocando danni per oltre 5 miliardi di euro. Nei primi mesi del 2017, in occasione di “Chiesa e Lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud”, svoltasi a Napoli, con la partecipazione dei vescovi del Mezzogiorno, in vista della Settimana sociale di Cagliari, abbiamo posto l’accento su quanto sia importante seminare cooperazione e autoimprenditorialità per arginare una dispersione di talenti e di risorse. È noto che la Campania è un territorio giovane, ma incapace di tenersi strette le sue risorse, le sue menti migliori. È importante fornire ai ragazzi ragioni per impegnarsi, per restare, più che offrire loro scorciatoie. Noi sosteniamo l’impresa cooperativa non come una strada più facile da perseguire ma come cultura, come impresa che ha al centro il socio e il territorio su cui opera. Il problema occupazionale, chiaramente, non riguarda solo i ragazzi, ma anche soggetti che hanno perso il lavoro a causa di crisi aziendali. Noi ci poniamo in una funzione di orientamento ed assistenza, mettendo a disposizione strumenti (incubatori di impresa, interventi finanziari ad hoc) e supporto a quanti si stanno mettendo in gioco con la cooperazione”.

Il mondo della cooperazione regionale che condizione vive? Quali sono i settori in crescita e quelli con maggiore criticità?

“Al 31 dicembre 2016 si sono registrate in Campania quasi 9mila cooperative attive, di cui quasi 800 iscritte in CCIAA nel corso dell’anno. Rispetto alle cooperative attive in Campania nel 2016, duemila sono imprese cooperative al femminile e un migliaio a forte componente giovanile. Il valore della produzione delle cooperative negli ultimi anni è cresciuto in Campania dell’11,8%. La sostanziale tenuta del movimento cooperativo e dell’imprenditoria cooperativa durante gli anni bui della crisi ha contribuito a frenare il crollo dell’intero sistema produttivo. Non mancano le criticità, però: il credito per le medie e piccole imprese continua a ridursi, in tutti i settori, e in particolare in quello delle costruzioni. La recessione, i ritardi di pagamento della P.A. determinano un accumulo di sofferenze. Di contro, resta il fatto che la Campania rappresenta una delle regioni italiane dove il fenomeno cooperativo è più radicato: è la cultura cooperativa che è più flebile che in altri territori del nostro Paese. Ci sarebbe bisogno di connettere il valore economico alla crescita delle comunità locali. I margini di crescita sono nei settori dai quali emergono bisogni impellenti: il welfare, specie servizi alla prima infanzia e agli anziani, l’agricoltura, l’ambiente, il turismo, specie se pensiamo alla riqualificazione delle aree interne, i servizi, l’housing sociale”.

Quale rapporto c’è oggi tra Confcooperative Campania e le istituzioni locali?

“Dialoghiamo con le istituzioni regionali e comunali, con gli Ambiti sociali, con le Organizzazioni, le Associazioni. Il nostro ruolo ci impone di fare sintesi, di interloquire con i soggetti che sono protagonisti della socio-economia regionale. Molto spesso si tratta di relazioni proficue, costruttive, In questi anni, certamente, non sono mancate azioni di pressing per vedere riconosciuto il valore dell’economia cooperativa”.

Quali le iniziative di Confcooperative Campania nel breve e medio periodo?

“Nell’immediato stiamo lavorando per offrire alle nostre associate una formazione approfondita sulla recente Riforma del Terzo Settore, una materia complessa, vasta e che incide fortemente sulla cooperazione sociale. Abbiamo in cantiere diverse progettualità sul turismo e sull’housing sociale. Ci stiamo concentrando molto su azioni intersettoriali, puntando sul fornire strumenti interpretativi alle imprese e opportunità”.

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