Sicurezza e cyberwar, a Salerno gli stati generali dell’intelligence

Questa mattina, presso l’Aula Magna di Ateneo, si è tenuto l’incontro “Intelligence live”, il roadshow promosso dal Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica nei principali atenei italiani. Sulla scia di quanto stabilito dalla riforma degli Organismi di sicurezza del 2007, che ha attribuito al Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) la promozione della cultura della sicurezza, attraverso un dialogo con il mondo della ricerca e con tutta la società civile, il Dis e l’Università di Salerno hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per iniziative riguardanti attività di ricerca scientifica, didattiche e di formazione nell’ambito di aree disciplinari di comune interesse ai fini della sicurezza nazionale.

Gli interventi. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del Magnifico Rettore, Aurelio Tommasetti e del Direttore della Scuola di formazione del Dis, Paolo Scotto di Castelbianco. A seguire il programma ha ospitato le relazioni dei professori Alfredo De Santis, Direttore del Dipartimento di Informatica, e Vincenzo Loia, Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali – Management & Innovation Systems sui temi della crittografia e della cybersecurity.

Le parole del rettore Tommasetti. “L’Intelligence ha sottoscritto un accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con la Conferenza dei Rettori per realizzare dei tour universitari di incontro con gli studenti e discutere con loro tematiche di forte attualità, dai rischi connessi al web alla cyberwar – ha dichiarato il Rettore. L’accordo che il nostro Ateneo ha sottoscritto con il Dis e con il Prefetto Pansa è importante per sviluppare attività di collaborazione per studi e ricerche su temi di interesse, partecipazione a programmi e progetti di ricerca nazionali e internazionali, organizzazione di conferenze, dibattiti e seminari funzionali alla promozione della cultura della sicurezza. Come Università che fa della ricerca una delle sue mission principali mettiamo le nostre competenze a servizio di organismi come il Dis e naturalmente a servizio del Paese”.

Il monito del prefetto Pansa. Nel suo intervento, che ha concluso i lavori, il Prefetto Pansa, rivolgendosi alla platea di studenti, ha dichiarato: “La minaccia cibernetica è concreta, è cresciuta, si è diversificata. Nell’ultimo anno questa minaccia ha manifestato un trend di crescita dovuto quasi esclusivamente all’incessante evoluzione tecnologica, che impone, come conseguenza, anche l’innovazione continua delle tecniche e dei sistemi di protezione più avanzati. Oggi sono qui per parlare di voi, chi siete e chi sarete nel futuro. Dobbiamo difendere la vostra libertà, anche quella digitale, perché la libertà si difende solo se siamo sicuri. E cito oggi questa parola libertà perché ricorre il “giorno della libertà” voluto per ricordare la caduta del muro di Berlino, e quindi a sottolineare il valore della libertà e della democrazia. Anche la sicurezza oggi non è più concepita in contrapposizione con la libertà. Anzi la sicurezza deve essere intesa come una delle molteplici espressioni del diritto di libertà. Perché sicurezza è libertà”. In riferimento alla collaborazione nascente con l’Ateneo, il Prefetto ha aggiunto: “Oggi la sicurezza informatica è un asset competitivo. E’ l’elemento costitutivo di un sistema economico moderno che possa funzionare e salvaguardare la propria identità ed i propri interessi. Se non ci sentiremo un Paese sicuro, non saremo in grado di partecipare allo sviluppo. In questo, così come in altri campi, l’azione svolta tradizionalmente dall’intelligence a tutela del Paese deve avvalersi dell’ “intelligenza” del mondo della ricerca. Da subito ci siamo rivolti alle Università, partner strategico per la sicurezza nazionale”.

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