Commissariata l’Udc campana dopo la rottura di De Mita jr

Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa

E’ il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa ad assumere la guida dello Scudocrociato in Campania. Poco fa è stata ufficializzata la decisione della direzione nazionale del partito di procedere al commissariamento dell’Udc campana, una scelta effettuata in occasione della riunione della direzione nazionale del partito tenutasi giovedì scorso. All’origine della decisione di differire di qualche giorno la comunicazione del provvedimento c’è stata, con tutta probabilità, una scelta di opportunità: attendere che fosse Giuseppe De Mita, fino a pochi giorni fa segretario regionale dello Scudocrociato, a rompere i ponti con il partito.

Prospettive differenti – Del resto che la  rottura fra Cesa e De Mita fosse ormai consumata era evidente da tempo, sufficiente osservare lo scambio di colpi avvenuto nelle scorse settimane, all’indomani della direzione nazionale in cui l’ex segretario regionale dell’Udc campana finì in minoranza contestando la linea politica proposta da Cesa. E’ infatti sulle alleanze da costruire in vista delle elezioni politiche della primavera 2018 che si è consumato lo strappo: il segretario nazionale dell’Udc – sostenuto dalla quasi totalità del partito – è fermamente intenzionato a riproporre il modello Sicilia, ovvero a riportare lo Scudocrociato in seno alla coalizione di centrodestra. Una prospettiva non condivisibile per De Mita jr, sostenuto da buona parte del gruppo dirigente campano. Di qui la decisione di rompere con l’Udc e tentare di costruire un nuovo percorso politico di ispirazione popolare e moderato.

La svolta di Napoli – L’ufficializzazione di questa decisione è arrivata sabato scorso a Napoli, dove Giuseppe De Mita ha riunito i suoi sostenitori. In un’affollata manifestazione al Palapartenope, dal titolo “L’Italia è popolare. Una nuova voce per chi non ha più voce”, è stata tracciata la nuova rotta. “Il centrodestra – ha detto De Mita – è l’abbaglio prodotto dalla crisi del renzismo. Quella che sta organizzando Berlusconi è un equivoco tragico, riuscendo a sedurre qualcuno che è facile alla seduzione. E’ una bestemmia pensare che sarà Berlusconi a normalizzare Salvini quando sarà Salvini a travolgere il berlusconismo. Ma questo racconto nemmeno può portarci a farci tacere sui limiti del Pd e sulla pulsione al potere che ha spinto questo partito ad essere indifferente ai propri valori. Di fronte a questo quadro pensare di dare vita ad una forza politica ed avere paura di raggiungere la soglia del 3% significa non essere all’altezza di un popolo come questo riunito qui a Napoli. Oggi noi lasciamo una traccia, diamo la nostra disponibilità all’incontro di chi vuole accettare questa sfida”.

Movimenti al centro – In uno scenario politico in veloce evoluzione la Campania, regione strategica per il suo peso elettorale, può diventare il laboratorio politico in cui matureranno i nuovi equilibri nell’area centrista. Tanto sul versante che guarda ad una rinnovata intesa con il centrodestra, quanto su quello che ancora vede nel Pd renziano un possibile interlocutore. A sottolineare l’importanza della Campania in questo contesto l’arrivo in regione, nei prossimi giorni, di due leader di area popolare: Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa. L’ex presidente della Camera, nonché leader di Centristi per l’Europa, sarà a Salerno il prossimo 20 novembre, mentre il segretario dell’Udc ha annunciato un tour campano per rilanciare l’azione del partito sul territorio.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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