Salerno, il documento Pd “anti fronda” senza le tessere del Pd?

Sotto i bagliori delle Luci d’Artista, a Palazzo Guerra le ombre iniziano ad allungarsi sempre più. In attesa che venerdì sera si terrà il tanto atteso summit politico per la “riperimetrazione” della maggioranza deluchiana che sostiene la giunta municipale guidata da Enzo Napoli e per capire se non sia il caso di “resettare” l’attuale gabinetto politico del capostaff del primo cittadino, emerge dai “silenzi” di circostanza dei fedelissimi del governatore della Campania un altro giallo: quello del documento “anti fronda” che un gruppo di consiglieri si affrettò – la sere del primo novembre scorso – a firmare per “denunciare”  il presunto affronto subito in consiglio comunale da parte di due esponenti della stessa maggioranza (Corrado Naddeo e Leonardo Gallo).

Un documento scritto nella sede del Pd, pubblicato sulla pagina social della segreteria provinciale del Pd ma firmato (anche) da consiglieri comunali che la tessera del Pd non ce l’hanno. Possibile davvero che la segreteria provinciale del partito, insieme all’esponente della segreteria regionale Piero De Luca siano potuti incappare in una simile distrazione? Parrebbe proprio di si, a detta degli stessi protagonisti che in questi giorni sono impegnati in lunghe conversazioni via chat (quella riservata ovviamente da cui sono stati esclusi diversi colleghi di maggioranza), nelle quali emergerebbe l’assoluta “estraneità” di alcuni firmatari di quel documento. “Mai avuta la tessera del Pd”, avrebbe riferito proprio uno dei principali accusatori dei due “dissidenti”, sollecitato a tal proposito. Posizione che sarebbe di almeno altri 5 consiglieri presenti quella sera a via Manzo (ricordiamo che a firmare il documento furono Mimmo Ventura, Alessandro Ferrara, Antonio D’Alessio, Antonio Fiore, Eugenio Stabile, Fabio Polverino, Felice Santoro, Luca Sorrentino, Lucia Mazzotti, Nico Mazzeo, Paola De Roberto, Rocco Galdi, Rosa Scannapieco, Sara Petrone, Paky Memoli e Donato Pessolano). Insomma un j’accuse così forte nelle parole ma così fiacco nella sostanza.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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