Taranto, a rischio stipendi e tredicesime dei lavoratori dell’indotto Ilva

A rischio stipendi e tredicesime dei circa 7mila lavoratori dell’indotto Ilva. Ad annunciarlo il presidente di Confindustria Taranto  Vincenzo Cesareo: “Il nostro elemento di difficoltà – ha detto – è così sentito, è così elevato, che con la morte nel cuore siamo costretti a dire che non siamo più in grado di garantire l’erogazione delle retribuzioni, non siamo più in grado di garantire l’erogazione delle tredicesime mensilità, non siamo in grado di garantire ai nostri collaboratori un Natale sereno”. Un annuncio arrivato nel corso di una conferenza stampa convocata proprio per il fare il punto sullo stato di crisi in cui versano le imprese dell’indotto Ilva, imprese che vantano crediti per oltre 150 milioni di euro nei confronti del colosso siderurgico. Crediti che, però, vengono soddisfatti con grandi ritardi, anche  – si sottolinea nel corso della conferenza stampa – nel pagamento della gestione corrente. “Siamo molto preoccupati – ha detto ancora Cesareo – di questo, anche se crediamo che debbano essere trovate delle soluzioni e crediamo che il tempo per le attese sia ormai finito”. E tra le “soluzioni” il presidente di Confindustria Taranto non esita ad annoverare anche le più estreme:, non escludendo “ipotesi di disobbedienza fiscale, come il non pagare le tasse, ad esempio, fino a quando le ditte dell’appalto Ilva non avranno recuperato completamente i crediti pregressi”.

La guerra dei ricorsi – Inevitabile un passaggio, nel corso della conferenza stampa, dedicato alla decisione della Regione Puglia e del Comune di Taranto di impugnare dinanzi al Tar il decreto del presidente del consiglio dei ministri per l’Aia dell’Ilva. Decisione che ha portato ad un duro scontro tra il governatore Michele Emiliano ed il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. “Noi – ha osservato Cesareo – non siamo favorevoli ai ricorsi al Tar, siamo consapevoli che quando si passa alle vie giudiziarie la negoziazione è fallita. E questo riteniamo non sia possibile, tollerabile e accettabile. Per cui da una parte sollecitiamo il sindaco e il presidente della Regione, a rivedere le proprie posizioni in merito al ricorso e d’altra parte sollecitiamo con forza il governo a mettere attorno a un tavolo gli attori istituzionali del territorio e portare a compimento una vicenda che ci lascia turbati e ci lascia vivere ore di angoscia”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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