Elezioni, Renzi mette un “cercasi” sui social: al Pd servono 62mila volontari

fonte Ansa.it

E’ diventato già virale l’appello-richiesta di Matteo Renzi rispetto al prossimo impegno di campagna elettorale. Il partito democratico è allo sbando ed anche il post dell’ex premier conferma come ci sia confusione e superficialità in questa fase così delicata. A ciò si aggiunga la paura matta di prendere la batosta più pesante negli ultimi 4 anni. Il tutto, ben miscelato, ha fatto scattare in Renzi la molla per pubblicare sulla sua pagina social un vero e proprio “cercasi” per reclutare ben 62000 volontari, uno per ogni seggio in Italia. La “figura” ricercata è quella del responsabile di seggio elettorale, che avrà diversi compiti tra cui “diffondere il materiale cartaceo o social, per aiutarci nella discussione sul programma, per fare campagna dal basso, per contrastare le fake news e la politica fatta di insulti”.

Il post di Matteo Renzi sulla sua pagina social.Il 4 dicembre di un anno fa abbiamo perso il referendum costituzionale. Abbiamo ammesso la sconfitta, mi sono dimesso da Premier e da segretario del PD, siamo ripartiti da zero. Senza indennità, senza immunità, senza vitalizio: un caso più unico che raro nella politica italiana. Oggi vediamo le conseguenze istituzionali di quel risultato: molte figure del passato sono riemerse e l’incertezza produce il rischio dell’impasse istituzionale. Ma quando il popolo parla, nessun rimpianto: solo rispetto per il volere della maggioranza. Voglio però rivolgermi ai milioni che hanno vissuto quella battaglia. A chi quella notte ha pianto. A chi ci ha creduto fino alla fine. A chi in questo anno si è fatto compagno di strada. Vorrei dirvi guardandovi negli occhi: è stato un onore lottare insieme a voi, amici. Il vero privilegio che ho avuto è stato essere al vostro fianco. Adesso non ripartiamo da zero. Abbiamo una straordinaria base su cui ricostruire. Abbiamo scelto tutti, io con voi, di non mollare anche se qualcuno di noi aveva voglia di farlo. Abbiamo scelto di continuare perché pensiamo che l’Italia non meriti di tornare indietro. Dobbiamo andare Avanti, non indietro. E per questo mai come adesso abbiamo bisogno di voi e del vostro coraggio. La prossima campagna elettorale sarà una battaglia all’ultimo voto. Anche una piccola percentuale farà la differenza. Gli altri non saranno infatti tutti insieme coalizzati, come al referendum. E allora dovremo organizzarci bene, noi, rovesciando il modello del referendum e mettendo al centro della piramide la base. Ci sono 61.597 seggi elettorali in Italia. Per ciascun seggio avremo bisogno di un responsabile da subito. Non ci bastano i rappresentanti di lista, ma abbiamo bisogno di volontari per ogni singolo seggio per diffondere il materiale cartaceo o social, per aiutarci nella discussione sul programma, per fare campagna dal basso, per contrastare le fake news e la politica fatta di insulti. La più capillare campagna elettorale dal basso che l’Italia ricordi: questo il nostro obiettivo, se ciascuno di voi ci darà una mano.
Ognuno può dare una mano contro il disfattismo e la disinformazione. A livello economico l’Italia sta meglio di quattro anni fa. Ora è tempo di andare avanti. Chi ha creduto al sogno di un’Italia più semplice non può fermarsi adesso e noi abbiamo bisogno più di prima dell’impegno personale di quel Popolo del Sì, che con il 41% ha perso il referendum ma sarà decisivo per cambiare l’Italia. Contiamo su di voi, amici. Avanti, insieme“.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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